Utilissimo segreto per scegliere la migliore passata di pomodoro del supermercato in bottiglia o lattina e come addolcirla togliendo l’acidità

Il supermercato è un luogo utilissimo. Poter trovare tanti prodotti diversi tra cibo e casalinghi nello stesso negozio ci fa risparmiare molto tempo. E pensare che in passato si doveva andare in una bottega sempre diversa per comprare pane, latte, pasta etc.

La vasta scelta di marche e varietà è un’altra caratteristica utile del supermercato. Infatti, ci permette di scegliere i prodotti che preferiamo, specialmente alimentari. Tuttavia, c’è anche un aspetto negativo. Selezionare un prodotto rispetto a un altro che sembra esattamente identico non è così facile. Si finisce per scegliere quello che costa meno senza guardare alla qualità.

Prendiamo in considerazione uno degli alimenti più acquistati dagli italiani, la passata di pomodoro. Come si fa a capire qual è la salsa migliore e soprattutto più genuina? Oggi scopriremo l’utilissimo segreto per scegliere la migliore passata di pomodoro senza rischiare di cadere in inganno. La prima cosa da sapere è che il pomodoro confezionato si distingue in passata, salsa, sugo, pelati, concentrato.

Quindi è bene sapere cosa ci serve prima di acquistare una bottiglia, una lattina o un tubetto. La seconda questione è che il contenuto del pomodoro confezionato non è visibile. Quindi bisogna affidarsi all’etichetta e saperla leggere per distinguere un buon prodotto da uno meno buono.

Utilissimo segreto per scegliere la migliore passata di pomodoro del supermercato in bottiglia o lattina e come addolcirla togliendo l’acidità

Sugli scaffali del supermercato possiamo trovare davvero qualsiasi cosa. Oggi i marchi che producono conserve di pomodoro sono triplicati, così si spiega la nostra confusione quando dobbiamo scegliere una semplice bottiglia di salsa. Anche l’offerta si è modificata in direzione di cibi più genuini e più simili alla versione casalinga. Ecco che sono comparsi prodotti locali con selezioni regionali.

L’etichetta, però, è l’unica a dirci la verità sul contenuto. La provenienza è importantissima, ma attenzione a distinguere tra la località dello stabilimento di produzione e il Paese di coltivazione del pomodoro. Il primo concerne l’inscatolamento o la lavorazione del pomodoro, il secondo l’origine del consorzio di produzione. Un pomodoro 100% italiano o la presenza della certificazione di agricoltura biologica possono essere un valore aggiunto, ma non sempre sono sinonimo di bontà.

Trovare filetti e pezzi di pomodoro buoni è più complicato, a differenza del pelato, più semplice da preparare. Per chi non ha tempo di preparare la propria salsa casalinga, è bene affidarsi al colore del prodotto. Il rosso non deve essere troppo chiaro ma nemmeno eccessivamente brillante. Meglio evitare prodotti che contengono troppi ingredienti, preferendo quelli composti da sale, pomodoro e acido citrico per la conservazione.

Evitiamo anche quelli che presentano conservanti, aromi, preparati sintetici e zuccheri. Un trucco per correggere l’acidità eccessiva del pomodoro confezionato consiste nell’aggiungere in cottura mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio e 2 tocchetti di carota. Questi possono essere tolti prima di usare la salsa.

Approfondimento

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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