Pochi preferiscono quest’agrume ad arance e mandarini ma può aiutare a ridurre colesterolo e trigliceridi

Chiudendo gli occhi e pensando all’autunno, chi è dotato di buona immaginazione sentirà il profumo degli agrumi. È questa, infatti, la stagione in cui comincia la loro raccolta. Sin da ottobre possiamo trovare i frutti precoci, come il mapo. Da novembre, invece, i banchi dei mercati e dei supermercati accoglieranno arance, mandarini, mandaranci. Nello stesso periodo, comincia anche la raccolta del bergamotto. Pochi preferiscono quest’agrume ad arance e mandarini ma può aiutare a ridurre colesterolo e trigliceridi. Numerosi sono i testi scientifici che testimoniano le preziose qualità fitoterapiche del bergamotto, frutto amico del cuore e della salute cardiovascolare. Queste peculiari proprietà si aggiungono all’alto contenuto di vitamine e antiossidanti, tipico di tutti gli agrumi. Insomma, i motivi per riscoprirlo sono diversi.

Le proprietà nutrizionali del bergamotto, il frutto dall’origine incerta che apporta benefici concreti

Nessuno ha scoperto quale sia l’origine certa del bergamotto. Sappiamo che appartiene alla famiglia delle Rutaceae e che viene coltivato soprattutto in Calabria. Il suo colore lascia presumere nasca dall’incrocio di limone, arancia e limetta. Forse proprio per la sua natura di frutto ibrido, questo agrume sembra aver attinto dalle proprietà migliori dei suoi “genitori”. Un bergamotto è composto dall’80% di acqua e apporta mediamente 42 calorie (derivanti per la maggior parte da carboidrati). Un solo frutto contiene l’11% del fabbisogno giornaliero di vitamina A e il 36% del fabbisogno giornaliero di vitamina C. Inoltre, è una fonte preziosa di potassio (133 mg), sodio (2 mg), calcio e ferro (rispettivamente 3% e 1% del fabbisogno giornaliero). Secondo alcune ricerche, la proprietà principale del bergamotto è quella di essere un fedele alleato della salute del cuore. Di seguito spieghiamo il perché.

Pochi preferiscono quest’agrume ad arance e mandarini ma può aiutare a ridurre colesterolo e trigliceridi

Ricerche scientifiche attribuiscono al bergamotto la capacità di aiutare a ridurre il colesterolo LDL (anche detto colesterolo cattivo). La sua efficacia in questo campo lo rende paragonabile alle statine, farmaci usati per la prevenzione cardiovascolare. Proprio come le statine (ma in minor misura), il bergamotto aiuterebbe a inibire la sintesi del colesterolo da parte del nostro organismo. Parimenti, sembrerebbe che questo agrume aiuti a tenere a bada i livelli di trigliceridi nel sangue. Chiaro è che la sua costante assunzione non è sostitutiva di una vera e propria terapia medica, ma può aiutare ad avere un cuore in salute.

Inoltre, per estrema precisione, spesso tali qualità vengono attribuite non al consumo alimentare, bensì all’olio essenziale ricavato dalla buccia, usato in cosmetica e aromaterapia.

Approfondimento

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