Non mandiamo in pensione i vecchi maglioni di lana infeltriti, ma ricicliamoli con queste semplici ed economiche idee

L’arte del riciclo, ovvero quella che poniamo in essere per ridare un nuovo utilizzo a cose che, all’apparenza, non servono più. Pensiamo a quanto siano piene oggi le discariche. A tutti quei materiali che, fortunatamente, verranno usati nuovamente, come la carta o la plastica, ma anche a tutti quelli che, invece, finiranno in fumo.

Siamo in un mondo usa e getta, dove tutto si scorda in fretta. Nel quale è la frenesia e l’oggi a farla da padrone, a discapito del domani e della calma. Per fortuna, però, esistono ancora molte persone che vanno controcorrente rispetto a questa tesi. Amano il passato, inteso come cose antiche e vecchie, rimangono ammirati da ciò che si progettava una volta. Dalle abilità di chi ricostruiva le cose che si rompevano, di chi utilizzava molte volte ciò che oggi si usa per pochissimo tempo.

Pensiamo all’abbigliamento, oppure alle suppellettili, o a quante cose durano il solo spazio di una stagione. È il caso, per esempio, di un maglione che, magari, è di moda un anno e quello successivo è già totalmente superato. Ecco, se proprio non lo vogliamo più indossare, pensiamo a cosa poterne fare. Oltre, magari, a depositarlo negli appositi cassonetti per farlo arrivare laddove qualcuno è meno fortunato di noi.

Come spesso capita nel riciclo creativo è la fantasia a fare la differenza. Con i maglioni di lana ci si può sbizzarrire o essere piuttosto basici. Per esempio, utilizzandone dei pezzi per farli diventare dei panni per stendere la cera sui mobili. Il modo migliore per esaltarne il legno, anche se, ultimamente, la microfibra sembra prendere il sopravvento.

Non mandiamo in pensione i vecchi maglioni di lana infeltriti, ma ricicliamoli con queste semplici ed economiche idee

Una seconda idea potrebbe essere quella di ricavarne uno scaldacollo. In questo caso, bisognerà essere abili con forbici, ago e filo. Il maglione potrebbe essere fuori moda come modello, ma, magari non come colore. Di conseguenza, sarebbe un peccato non sfruttarne la lana per un comodo accessorio.

Più complicato, ma comunque da provare, è pensare di ricavarne una borsa. Anche in questo caso, bisognerà essere dei creativi, ma abili con i lavori manuali. Altrimenti, potremmo rivolgerci a qualche sarta o chiedere a qualche zia appassionata di cucito.

Magari noi potremmo iniziare con una più semplice pochette per contenere trucchi o simili. Senza ricorrere a una cerniera, ma con un più facile bottone.

Si può farne un regalo utile, magari adattandolo come copri tazza o copri bottiglia. Serve un po’ meno abilità e visto il quantitativo ridotto di materiale occorrente, si possono fare più tentativi, per trovare la soluzione migliore.

Possiamo anche sfruttarne una parte, senza molta fatica, per riutilizzarla con un uso simile all’originale. Pensiamo alle tasche. Basterebbe semplicemente scucirle per farle diventare dei comodi sacchettini per qualche regalo originale o dei profumatori, riempiendoli, per esempio, con della lavanda.

Infine, potremmo anche trasformare dei pezzi di maglione in gioielli. Questo richiede un’abilità ancora maggiore, ma si possono creare davvero molte forme originali. Chi è appassionato di bigiotteria potrà sfruttare la lana per dare vita a nuove e interessanti creazioni.

Insomma, non mandiamo in pensione i vecchi maglioni, ma cerchiamo di utilizzarli dando loro una nuova vita. Ci vuole pazienza, abilità, creatività, ma sicuramente il risultato finale verrà comunque apprezzato per l’impegno e la fantasia.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo i comportamenti dei nostri lettori nei confronti di utensili presenti in casa o in giardino. Per questo motivo si raccomanda di utilizzare la massima cautela ed attenzione con attrezzi per la casa e il giardino per evitare di creare spiacevoli incidenti. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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