Galateo del vino a tavola, svelato un segreto che quasi nessuno conosce

La tecnologia e la modernità ci insegnano tantissime cose e ci semplificano la vita ogni giorno. Se abbiamo un problema, basta cercare la soluzione su Google e in pochi minuti il gioco è fatto. Allo stesso modo, possiamo fare qualsiasi cosa comodamente da casa, senza alzarci neppure dal nostro divano o dal nostro letto.

Insomma, viviamo in un’epoca in cui tutto è certamente più semplice rispetto a un decennio addietro. Tuttavia, anche questo eccesso di tecnologia ha i suoi risvolti negativi, specialmente se riguarda il galateo.

Infatti, attenzione a questo modo di usare lo smartphone perché potremmo sembrare scortesi e maleducati mentre qualcuno ci parla. Il bisogno di stare connessi e di avere sempre il cellulare a portata di mano, rischia di farci perdere le vecchie e buone maniere. Il galateo non si impara sul cellulare e oggi ne avremo una chiara dimostrazione.

Galateo del vino a tavola, svelato un segreto che quasi nessuno conosce

In un precedente articolo abbiamo visto come apparecchiare la tavola correttamente, mettendo al posto giusto posate, tovaglioli e piatti. Ma oltre al cellulare e alla tavola, il bon ton riguarda anche il vino al ristorante.

Quante volte ci sarà capitato di non sapere cosa rispondere alla domanda del cameriere «Chi assaggia?». Magari non siamo proprio dei sommeliers ed ecco che il quesito ci mette sempre un po’ in imbarazzo, perché temiamo di fare la scelta sbagliata.

Bene, finalmente potremo tirare un sospiro di sollievo, perché il galateo ci fornisce la risposta, o meglio le risposte. Infatti, ci sono tre possibili opzioni su chi ha l’onere (e l’onore) di assaggiare il vino per primo: chi l’ha ordinato, chi ci invitati a mangiare al ristorante e, infine, chi ne sa anche e solo un pelino più di noi.

Ma quali sono i motivi di queste soluzioni?

Ecco perché non saremo noi ad assaggiarlo per primi

In tutte e tre le circostanze si tratta di educazione e riconoscenza, tanto più nella seconda opzione, quando siamo ospiti. D’altra parte, nel primo e nel terzo caso, si presuppone che il nostro compagno di pasto ne sappia più di noi o conosca la bottiglia. Pertanto, ci affideremo a buone mani, senza brancolare nel buio, non rischiando di prendere un vino costoso ed anche mediocre. Sì, perché non dimentichiamo che il prezzo elevato non è sempre sinonimo di buona qualità.

Ecco, quindi, il galateo del vino a tavola, svelato un segreto che quasi nessuno conosce ma di fondamentale importanza. Finalmente non ci sentiremo più in imbarazzo davanti alla fatidica domanda del cameriere, perché sapremo cosa rispondere.

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