Tutto quello che bisogna sapere per acquistare il tonno in scatola in sicurezza

Scegliere i prodotti da acquistare al supermercato non è mai facile. Essere certi della provenienza, della lavorazione, delle sostanze contenute e della qualità, vuole un occhio particolare. Per i prodotti chiusi in confezione la questione diventa ancora più difficile. Eppure si possono usare delle strategie per indirizzare meglio l’acquisto in modo più sicuro.

Tra i prodotti che non si possono vedere se non dopo l’apertura della confezione c’è il tonno. Per questo si deve fare fede a delle indicazioni contenute sulla confezione. Riconoscerle, utilizzarle e valutarle diventa imprescindibile per una scelta consapevole. In questo articolo parleremo di tutto quello che bisogna sapere per acquistare il tonno in scatola in sicurezza.

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La conservazione sott’olio

Questo prodotto ittico, oltre ad essere uno dei più venduti e amati in Italia, riesce a mantenere quasi del tutto inalterati i valori nutrizionali del pesce fresco.

La conservazione del tonno sott’olio ha un’antica tradizione (II sec. a. C.) che nasce tra le più importanti isole del Mediterraneo, l’Africa del Nord e la Spagna. Oggi questo processo permette di avere inalterate proteine nobili del pesce, fosforo, potassio, vitamine e omega3, oltre allo iodio marino. Proprio lo iodio, è dimostrato scientificamente, aiuta nel corretto funzionamento della tiroide.

Infine, il selenio contenuto nel tonno sarebbe un antiossidante naturale (studi della SSICA).

Tutto quello che bisogna sapere per acquistare il tonno in scatola in sicurezza

L’etichetta è, in generale, il punto di partenza per una buona scelta. Esistono delle didascalie che non possono mancare (“tonno” “conserva” “olio di oliva”) e poi indicazioni quali peso totale, peso sgocciolato, stabilimento di lavorazione. Vi sono delle marche che hanno ritenuto di dover apportare informazioni ulteriori riguardanti i principi etici di predazione e lavorazione del prodotto.

È bene anche sapere che tipo di tonno si sta acquistando. Circa il 90% del tonno in scatola appartiene alla specie “tonno pinna gialla” e al “tonnetto striato”. Da notare però quando il tonno è pescato in acque italiane e quando proviene dall’estero dove ci sono legislazioni differenti. A occuparsi del tracciamento dei pescherecci di tonni e del giusto approccio all’attività in Italia e nel mondo è l’associazione Greenpeace. Questa sostiene che il tonnetto striato è oggi quello meno minacciato e quindi la scelta più sostenibile.

Le etichette riportano anche la provenienza del pescato: A indica l’oceano Atlantico, Fao 37 il Mediterraneo. Può essere indicato anche il metodo di pesca (circuizione o canna o palamiti).

Da tenere d’occhio anche l’uso di olio d’oliva o di semi, ma anche di sale che è preferibile sia marino. Non devono essere presenti conservanti. Se indicata la parte di tonno utilizzata, la ventresca è quella più pregiata e saporita.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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