Tecniche infallibili per riprendere il cane quando scappa, anche usando dissuasori ed evitando le sanzioni 

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Qualunque padrone affezionato che si ritrova a perdere il suo cane, in passeggiata o perché scappato di casa, sprofonda nell’angoscia. E non solo per il pesante timore di non ritrovarlo più. Purtroppo la fuga di un cane è qualcosa che travalica l’aspetto affettivo e può sfociare in una grossa multa. Specie se la bestiola, attraversando incautamente la strada, oltre a rischiare la morte dovesse causare un incidente tra veicoli. In tal caso, oltre alla sanzione legata alla perdita del cane, è obbligatorio pagare anche i danni. Ecco allora delle tecniche infallibili per riprendere il cane quando scappa, perché qualche nozione di cinologia sarà senz’altro preziosa per il proprietario accorto.

Ora che i padroni sono agevolati nel portare il cane in vacanza gratuitamente, per prevenire gli abbandoni, è bene imparare a gestirli. Con o senza guinzaglio. A tal proposito, si è diffusa l’abitudine a far ricorso ai cosiddetti “dissuasori”. Ce ne sono di diversi tipi.

Tra i tanti, è consigliabile evitare assolutamente collari o recinzioni che producono “gradevoli scosse”. Anzitutto, non ci è dato di sapere se queste scosse siano davvero gradevoli. Se lo fossero, sarebbero inutili al fine di dissuadere il cane dal compiere un’azione. Rappresenterebbero piuttosto un incoraggiamento. In definitiva si tratta di un mezzo controverso, oltre che contraddittorio. Meglio evitare.

A volte il cane ha la tendenza recidiva a scappare di casa. Accade ad esempio alle razze selezionate per la caccia, che si lasciano distrarre facilmente da mille odori e scavano egregiamente sotto i recinti. In tal caso, lo strumento più utile è munire il proprio quadrupede di un collare dotato di GPS, collegato allo smartphone. In questo modo sarà possibile localizzarlo e tracciarlo in tutti i suoi movimenti, facilitando un pronto recupero. Il cucciolo va educato sin da subito a rispondere al richiamo.

Tecniche infallibili per riprendere il cane quando scappa, anche usando dissuasori ed evitando le sanzioni

Nella fase della crescita, il padrone dovrebbe ritagliarsi un po’ di tempo ogni giorno per fare questo gioco. Ogni volta che la bestiola ubbidisce, bisogna premiarla con un rinforzo positivo. L’ordine si deve impartire con una sola parola, breve e secca. “Vieni!” oppure “Andiamo!” sono termini che i cani riconoscono e ai quali rispondono meccanicamente. Soprattutto, se a queste parole è abbinato un ricordo piacevole, come ricevere un biscottino. L’associazione tra il rinforzo positivo e l’esecuzione dell’ordine è la base dell’educazione canina. Se il cane non dovesse ubbidire al richiamo, vi è un problema di rapporto alla base. Non riconosce pienamente l’autorità del padrone. L’autorità non si afferma con la forza, ma con la fermezza. Che fare dunque?

Inutile punirlo strillando, non capirebbe. Meglio fare questi esercizi in un luogo recitato e punire il cane disobbediente ignorandolo per un lungo lasso di tempo. Se il cane scappa in passeggiata e se le circostanze lo consentono, bisogna scappare dalla parte opposta. I cani hanno due istinti prevalenti: scappare o rincorrere. Quindi mai correre appresso al can che fugge. Meglio attirare la sua attenzione e fuggire dalla parte opposta, con qualche bocconcino in mano o anche senza. Non resisteranno all’istinto di inseguire il proprio bipede.

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