Stanchezza, affaticamento e spossatezza potrebbero essere sintomi di questa patologia che inciderebbe anche sulla qualità del buon sonno

Al mattino, nel momento di incominciare la nuova giornata, potremmo sentirci particolarmente stanchi, affaticati, fuori forma. Tendiamo a dare la colpa di questo alla primavera, al cambio di stagione, ai troppi impegni di lavoro che dobbiamo affrontare nel nostro quotidiano. Pochi sanno che invece la causa del nostro malessere fisico potrebbe risiedere in una patologia che non viene facilmente in mente, perché potrebbe essere difficile accorgersi di soffrirne. Stanchezza, affaticamento e spossatezza potrebbero essere sintomi di un disturbo strettamente correlato al nostro sonno e non facile da individuare senza l’aiuto di un esperto.

L’importanza del riposo notturno

Il buon riposo notturno sarebbe molto importante per la stessa qualità del nostro sonno e anche della vita diurna. Un sonno disturbato e intermittente potrebbe infatti avere un pessimo impatto sulla nostra quotidianità. Per cui, al risveglio al mattino potremmo sentirci fiacchi, disattenti, demotivati, irritabili e soprattutto molto stanchi, e questo andrebbe avanti per buona parte della giornata. Una specifica patologia potrebbe avere in questo una colpa molto importante.

Stanchezza, affaticamento e spossatezza potrebbero essere sintomi di questa patologia che inciderebbe anche sulla qualità del buon sonno

Come sostiene Humanitas, fatica, stanchezza e spossatezza potrebbero essere il sintomo di una patologia come le apnee del sonno, causate da un restringimento della gola che comporterebbe l’interruzione respiratoria. Le apnee del sonno comporterebbero il russare e frequenti risvegli e proprio questi inciderebbero sul senso di stanchezza e fatica provato al mattino seguente. Le apnee notturne sarebbero più frequenti nelle persone in sovrappeso e potrebbero peggiorare a causa di uno stile di vita errato, che comprenderebbe l’abuso di sigarette e alcolici.

Come scoprire se si soffre di apnee notturne

Non è facile capire di soffrire di apnee notturne, soprattutto se dormiamo da soli. Avere un partner potrebbe invece aiutarci a riferire sintomi sospetti al medico, come le citate stanchezza e fatica oltre che la tendenza a russare. Lo specialista potrebbe sottoporci a esami come misurazioni del sonno e monitoraggi respiratori, oppure prescrivere un encefalogramma. Per diagnosticare una sindrome da apnee ostruttive, il numero degli episodi dovrebbe essere uguale o maggiore di 5 all’ora oppure dovrebbero sussistere più di 15 episodi in una notte, associati a sforzi nel respirare. In ogni caso, sarebbe sempre consigliabile riferire al curante i propri sintomi e non tentare da soli una diagnosi, per avere così un parere certo e mirato a un corretto trattamento del problema.

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