Questa è la frutta secca ricca di omega 3 che aiuta a prevenire l’Alzheimer

Gli studi scientifici hanno mostrato che la prevenzione è quasi più importante del trattamento della malattia stessa. Ne abbiamo già parlato in questo articolo: “questo sintomo presente in molte donne potrebbe essere spia di un tumore al seno passato in sordina”. Qui abbiamo visto come questo genere di cancro abbia avuto un significativo crollo della mortalità proprio grazie all’attenzione che molte donne prestano alle visite di controllo. Lo stesso però vale anche per altri tipi di malanni. Per questo oggi parliamo di come una piccola scelta possa aiutare a evitare di contrarne uno purtroppo ancora molto diffuso. Questa, come spesso accade, passa tramite l’alimentazione. Infatti, questa è la frutta secca ricca di omega 3 che aiuta a prevenire l’Alzheimer. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

L’importanza della dieta per la prevenzione di certe patologie

Come abbiamo già specificato in altre sedi, mangiare nella maniera corretta è uno dei modi per rimanere in salute a lungo. Per questo è meglio rivolgersi ad un professionista per verificare che il proprio regime alimentare non abbia delle falle, soprattutto se si seguono dei regimi vegetariani o vegani. Infatti, la presenza di specifici nutrienti, come ad esempio gli acidi grassi essenziali e i sali minerali, possono portare a dei veri e propri benefici al corpo. Ad esempio, questa vitamina preziosa è fra le più importanti e potrebbe scongiurare il cancro e il coronavirus. Al contrario determinate carenze possono portare a dei gravi problemi.

Questa è la frutta secca ricca di omega 3 che aiuta a prevenire l’Alzheimer

Passiamo però al focus specifico, il morbo di Alzheimer. Questa malattia ha luogo generalmente in età presenile e porta a una progressiva perdita della memoria e a conseguenti problemi comportamentali. In alcuni casi una familiarità gioca a favore dello sviluppo di questa malattia, ma per la maggior parte si tratta di un fenomeno “sporadico”. Ciò significa che può avvenire senza che si siano manifestati altri casi nei propri consanguinei.

Gli studi della Fondazione Umberto Veronesi hanno però dimostrato che seguire la dieta mediterranea possa giocare un ruolo importante nella prevenzione. Via libera dunque al pesce, alle verdure, ai legumi e alle carni bianche. Nello specifico però una menzione d’onore va fatta alla frutta secca. Questa ha la capacità di ridurre nel sangue la proteina beta-amiloide, ovvero un recettore che può dare inizio alla malattia. Inoltre è anche ricca di omega 3 e omega 6 che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo cattivo.

Approfondimento

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