Quanto costa il libretto di risparmio postale e come scegliere il prodotto più conveniente per gestire i propri risparmi?

Tra gli strumenti di gestione del risparmio più graditi da casalinghe, studenti e pensionati vi rientrano, di diritto, i libretti di risparmio postale.

Il segreto del loro successo (in termini di sottoscrizioni) è da ricondurre a pochi ma cruciali fattori. Esponiamoli, avendo cura di porre in evidenza anche tutti i costi che li riguardano.

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Dunque, ma quanto costa il libretto di risparmio postale e come scegliere il prodotto più conveniente per gestire i propri risparmi?

Cosa sono i libretti di risparmio postale

Il Libretto postale LP è un prodotto emesso da CDP e venduto da Poste Italiane con lo scopo di raccogliere i risparmi di chi lo sottoscrive. Pertanto non si tratta di un vero e proprio prodotto d’investimento.

Lo strumento esiste da circa un secolo e mezzo e, tra i grandi vantaggi, ha quello di essere garantito dallo Stato italiano. In pratica si tratta della stessa garanzia tipica dei buoni fruttiferi postali e dei titoli di Stato.

I LP consentono il prelievo e il versamento da tutti gli uffici postali e da alcuni anni sono disponibili anche nella forma dematerializzata. Se si richiede la Carta Libretto, si può prelevare direttamente tramite sportello ATM Postamat senza commissioni.

La gamma dei libretti postali tra cui scegliere

Tra i prodotti potenzialmente sottoscrivibili troviamo:

a) il Libretto Ordinario, con cui accreditare la pensione INPS e INPDAP e in generale versare e prelevare denaro;

b) il Libretto Smart, che consente la gestione del conto da web e da App BancoPosta. Inoltre, con l’offerta Supersmart si ha un interesse più elevato rispetto a quello base sulle somme libere;

c) il Libretto dedicato ai minori;

d) il Libretto giudiziario, idoneo a ricevere denaro da procedimenti giudiziari.

C’è poi da dire che il LP Ordinario e il LP Smart sono dotati di codice IBAN. Questo particolare consente l’accredito diretto della pensione e di associare agli stessi libretti uno o più conti corrente bancari.

Infine, il LP Smart consente anche la gestione online dei propri risparmi ed effettuare operazioni, come l’acquisto dei buoni postali.

Nell’articolo di cui qui il link, illustriamo quanto rendono oggi 10mila euro a breve termine ed investiti sui BFP.

Veniamo al capitolo costi del libretto di risparmio postale

A questo punto riprendiamo il nostro quesito di partenza e proviamo a rispondere a 360°. Ossia ma quanto costa il libretto di risparmio postale e come scegliere il prodotto più conveniente per gestire i propri risparmi?

Ci sono due risposte da dare. Dal punto di vista contabile, contrattuale, i LP non hanno nessun costo di apertura, di utilizzo e di chiusura.

L’unica tassa è quella relativa all’imposta di bollo, ma in realtà va allo Stato e non a Poste.

Si tratta di 34,20 euro annui se il LP è intestato a una persona fisica e la giacenza media supera i 5mila euro. Invece se il LP è intestato a un’associazione o a una società, allora essa sale a 100 euro annui a prescindere dalla giacenza media.

In definitiva: quanto costa il libretto di risparmio postale e come scegliere il prodotto più conveniente per gestire i propri risparmi?

Quindi, tutto qui in termini di costi? In teoria sì, ma c’è anche il costo che rimanda all’inflazione, non pagabile in termini nominali ma reali. Tradotto: per l’inflazione non c’è alcun costo da sostenere concretamente, ma sono i soldi depositati che nel lungo termine perdono di valore.

Ora, il fatto di avere la garanzia dello Stato sulla giacenza potrebbe indurre molti a depositare anche molto denaro sul LP. E sarebbe una scelta libera e legittima. Sui c/c bancari, infatti, la garanzia sui depositi si ferma solo a 100mile euro.

Tuttavia, l’inflazione secondo gli esperti è destinata a salire nel futuro prossimo. Si tratta di un costo (o salasso, dipenderà dal tasso di risalita) con cui tutti i sottoscrittori di prodotti di risparmio si confronteranno.

In simili circostanza, sarebbe il caso di sopportare simili costi? Specie con riferimento ai giovani, che hanno davanti a sé un orizzonte temporale di lungo o lunghissimo periodo. È nel lungo periodo, infatti, che l’inflazione fa i danni maggiori.

La soluzione rimanda semplicemente alla volontà di difendere quei soldi, senza per forza farli crescere. Tradotto: investire per difendere i risparmi dall’inflazione senza alcuna pretesa di farli crescere.

Al riguardo le opzioni presenti sul mercato si sprecano. Si parte dai Buoni postali, per restare in tema Poste, e si spazia a titoli di Stato, conti deposito, PAC, risparmio gestito.

Nell’articolo di cui qui il link dimostriamo per esempio due modi alternativi per guadagnare fino all’1,75% con i propri risparmi.

Abbiamo dunque sciolto il quesito in merito a quanto costa il libretto di risparmio postale e come scegliere il prodotto più conveniente per gestire i propri risparmi.

 

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