Purtroppo è sempre più vicina la notizia bomba che tutti i clienti di Netflix non vorrebbero mai sentire

L’avevamo annunciato quasi in anteprima su queste colonne che Netflix era pronta a interrompere la possibilità di condividere i suoi contenuti. E, purtroppo è sempre più vicina la notizia bomba che tutti i clienti di Netflix non vorrebbero mai sentire. Ci riferiamo alla creazione di una password per ogni volta che apriamo la schermata del colosso in streaming. Questo per negare ad amici e parenti di poter usufruire quasi gratuitamente dei costi dell’abbonamento. Ma vediamo gli ultimi sviluppi, rispetto a quanto riferito circa un mese fa.

L’aumento della concorrenza spaventa Netflix

Il colosso americano che può contare ormai su oltre 200 milioni di abbonati è sempre più tallonato da Amazon Prime e da Disney Channel. Per rimanere in vetta alla classifica di abbonamenti, ma anche di gradimento, è necessario investire. E, investire forte sui nuovi contenuti. Questo, per evitare che chi è dietro, possa attuare il sorpasso, cosa che per un’azienda quotata in borsa, potrebbe essere una notizia letale. Ecco, allora che i dirigenti di Netflix stanno cercando di chiudere il cerchio attorno allo studio commissionato l’anno scorso sui reali danni della condivisione dell’account.

I dati del 2019

Questa importante ricerca aveva quantificato in quasi tre miliardi di dollari la perdita per Netflix, causata dalla condivisione dell’abbonamento. Non solo, perché sempre secondo le statistiche, quasi un abbonato su due condivide con un amico o un parente la password. Abitudine che nella fascia sotto i 30 anni, arriva addirittura al 60% degli utenti.

Adesso è facile capire perché, purtroppo è sempre più vicina la notizia bomba che tutti i clienti di Netflix non vorrebbero mai sentire. Con un danno economico del genere è difficile rimanere al vertice a lungo.

Imminente la ripresa del progetto di verifica

Per assurdo, con l’arrivo della pandemia, Netflix aveva sospeso l’operazione di controllo e verifica dei possibili utenti non in regola. L’esilio casalingo aveva infatti riportato fiducia e incassi all’azienda americana, che, ora, invece, sembra sempre più decisa a dichiarare guerra ai falsi abbonati e alla concorrenza.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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