Perché i carciofi rimangono duri dopo averli cotti e come capire se sono buoni

carciofi

Tra gli ortaggi più benefici e diffusi al supermercato ci sono sicuramente i carciofi. Coltivarli richiede diverse attenzioni e uno spazio ragionevole. Ma il risultato finale saranno verdure belle e genuine, pronte da servire in tavola. Proprio a questo proposito, le ricette da provare sono innumerevoli. Ma se la preparazione in sé potrebbe risultare facile, la cottura potrebbe nascondere invece diverse insidie.

Ritrovarsi con dei carciofi ancora stopposi nel momento dell’impiattamento è un classico. Questo forse perché non seguiamo a dovere i passaggi nella preparazione, o la corretta conservazione delle verdure. In ogni caso, non è difficile capire perché i carciofi rimangono duri dopo averli cotti. Coi consigli riportati di seguito, vedremo anche come prepararli perché ciò non si ripeta.

Quando i carciofi farebbero male?

Le proprietà benefiche dei carciofi non si contano e per elencarle tutte dovremmo riempire molte righe. In sintesi, aiuterebbero il corretto funzionamento dell’intestino, contrasterebbero il colesterolo cattivo e migliorerebbero il metabolismo. In aggiunta, sarebbero un toccasana per la salute di ossa, cuore e cervello, grazie all’azione di vitamine e minerali presenti.

A discapito di tutti i pareri positivi riguardanti il consumo di carciofi, vi sono comunque delle occasioni in cui mangiarli potrebbe essere un rischio. In particolare, dovremmo fare attenzione nel caso stessimo assumendo dei farmaci diuretici, in quanto vi potrebbero interferire. A scopo preventivo, e per sciogliere ogni dubbio in proposito, si consiglia di chiedere un consulto al medico competente.

Come scegliere gli ortaggi migliori

I carciofi sono di stagione in due periodi diversi dell’anno. Le varietà unifere si trovano da marzo a giugno, mentre quelle rifiorenti tra ottobre e novembre. Nel momento in cui volessimo comprarli, dovremmo saper distinguere i prodotti migliori. Per selezionarli, dovremo innanzitutto dare un’occhiata al loro aspetto. Controlliamo subito che l’ortaggio sia ancora chiuso. Analizziamo poi le foglie, che dovranno presentarsi piuttosto rigide e di una tonalità verde scuro fuori e più chiaro internamente. Infine, verifichiamo che il gambo non sia nero o, peggio, marcito.

Dopo una prima analisi visiva, possiamo indossare i guanti e tastarne la consistenza. Se il carciofo risulta piuttosto molliccio, probabilmente non sarà fresco. In caso contrario, potremmo metterlo tranquillamente nel carrello e portarlo a casa.

Cerchiamo di capire perché i carciofi rimangono duri dopo averli cotti e cosa fare per risolvere

Il primo errore che non ci fa ottenere carciofi morbidi e appetitosi è nella pulizia. Spesso lesiniamo nel togliere le foglie, quando invece dovremmo essere più abbondanti. Per svolgere al meglio questo compito, indossiamo un paio di guanti o strofiniamo le mani nel succo di limone, così eviteremo che si anneriscano. A questo punto possiamo iniziare a pulire le verdure, che nel frattempo avremo lavato sotto acqua corrente.

Incidiamo bene la punta col coltello, a una profondità di circa 3 cm. Eliminiamo le eventuali spine delle foglie e tagliamo via il gambo. Continuiamo scaldando l’acqua in una pentola. Quando sarà bollente vi immergiamo i carciofi e li cuociamo per almeno 30 minuti. Per finire, li togliamo dal fuoco e rimuoviamo le foglie più dure, quelle all’esterno intorno al cuore.

Un piccolo trucchetto per perfezionare le operazioni è quello di preparare in anticipo una ciotola con acqua fredda e limone. Lasciandovi i carciofi appena puliti eviteremo che anneriscano a causa del contatto con l’ossigeno. Se la ricetta che abbiamo in mente non prevedesse l’uso del limone, potremmo sostituirlo con qualche cubetto di ghiaccio.

Dove mangiare i carciofi a Roma

I carciofi alla giudia sono un’istituzione nella Capitale e i luoghi in cui gustarli non mancano di certo. Se amiamo alla follia questo piatto locale, potremmo far visita a Pecorino. Questo ristorante in zona Testaccio offre una proposta allettante e molto varia, nel pieno rispetto della tradizione. Altro locale da sperimentare è Renato al Ghetto.

Situato in zona Sant’Angelo, delizierà con le sue prelibatezze e l’ambiente curato. Più in là, non sfigura nemmeno Sora Margherita, in zona Regola. La sua cucina romana e mediterranea saprà soddisfare pienamente il nostro appetito.

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