Per coltivare l’insalata molti non solo sbagliano nell’innaffiarla, ma commettono anche quest’altro madornale errore

La primavera è alle porte e sono in tanti quelli che tornano a dedicarsi alla terra. Può trattarsi del perimetro di un orto oppure di un piccolo vaso che teniamo alla luce del sole. Qualsiasi sia la superficie di terra che utilizziamo, gli esperti ci danno dei consigli che dovremmo seguire. Ad esempio, se amiamo l’insalata ed abbiamo pochissimo spazio a disposizione, dovremmo considerare di piantare la lattuga. Questo ortaggio ha radici poco profonde e di conseguenza ha necessità di poca terra. Un vaso di terracotta o di plastica di 30 centimetri, oppure una piccola cassetta, potrebbero bastare.

Ricordiamo poi che alcune insalate, quelle a taglio, possono ricrescere più volte. Tra queste rientrano certamente la varietà “gentilina” e quella “lollo”. Per queste basterà tagliare le foglie senza dover procedere al rimpianto. Infine, ricordiamo che nella tradizione contadina l’insalata va seminata con la luna calante. In questo modo, si eviterebbe che vada presto a seme. Teniamo a mente, soprattutto, che ci sono degli errori plateali che ancora in troppi commettono. Così, per coltivare l’insalata molti non solo sbagliano le basi, ma rischiano di compromettere un buon risultato.

Un gesto da eseguire diversamente

Tutti amano le insalate. Sono salutari, ricche di fibre e facilissime da curare. Eppure, ciò che è semplice nel metodo, talvolta non è banale nelle conseguenze. Ad esempio, quando si tratta di irrigare molti sbagliano. Prendono l’annaffiatoio oppure l’irrigatore. Si pongono al di sopra delle piantine e fanno scendere l’acqua a pioggia coprendo tutto il cespo. Questo metodo, estremamente diffuso, è sbagliato. Molto meglio invece rivolgere il getto sulla terra appena circostante. Tramite la capillarizzazione nel sottosuolo dell’acqua e delle radici, la pianta dell’insalata riceverà sostentamento. Dovremmo al limite sfiorare il contorno delle corone delle foglie.

Inoltre, attenzione all’orario di irrigazione. Infatti, non bisogna procedere di sera. L’assenza del sole nelle ore successive causerebbe ristagni. In questo modo aumenterebbe quindi il rischio di muffe che aggrediscono la nostra insalata. Privilegiamo come orari la mattina oppure al limite il pomeriggio. Ma non finisce qui. Infatti, un altro errore da principianti rischia di compromettere la crescita della nostra insalata.

Per coltivare l’insalata molti non solo sbagliano nell’innaffiarla, ma commettono anche quest’altro madornale errore

Sia nel caso di una nostra semina, che di acquisto di una piantina già cresciuta, arriverà prima o poi il momento di eseguire il trapianto. In molti creano una piccola buca sul terreno e poggiano la piantina con tutte le sue radici all’interno. E ricoprono infine quasi completamente la piantina con la terra. Forse si ritiene che, in questo modo, l’impianto radicale possa più facilmente vincolarsi al terreno. Eppure anche in questo caso l’errore è grave. La dimora dell’insalata deve essere fatta lasciando una porzione del panetto radicale all’esterno.

Può essere sufficiente sotterrare una porzione pari ai due terzi. Il motivo è presto detto. Il contatto delle foglie con il terreno rischia di portare tanto parassiti quanto muffe. Persino attacchi lievi di muffe quale la peronospera possono mettere a serio repentaglio l’integrità, ad esempio, della lattuga. Potremo rendercene conto quando si formano delle macchie colorate di forma poligonale sulle foglie. A queste potrebbe poi seguire una muffa bianca che si espande progressivamente dall’esterno delle foglie fino all’interno della pianta.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo i comportamenti dei nostri lettori nei confronti di utensili presenti in casa o in giardino. Per questo motivo si raccomanda di utilizzare la massima cautela ed attenzione con attrezzi per la casa e il giardino per evitare di creare spiacevoli incidenti. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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