Orecchie che fischiano e suoni ovattati potrebbero essere le conseguenze di questi danni ormai irreparabili ma ecco come evitarli

Moltissimi utilizzano le cuffiette per diverse ore al giorno. Si potrebbe pensare che anche tenendo il volume basso, l’udito stia benissimo. Ma i danni possono essere molto lievi, prolungati nel tempo, subdoli fino a diventare irreversibili. Del resto, le mamme lo ripetevano sempre: non ascoltare la musica a tutto volume. Ma quanto è davvero dannoso utilizzarle nel corso della giornata? Quali sono i limiti? Quando bisogna davvero preoccuparsi? Il team di ProiezionidiBorsa proverà a rispondere a questi interrogativi con l’articolo di oggi. Anzitutto, è bene chiarire un aspetto: i volumi forti danneggiano l’apparato uditivo. Ma è possibile non notare alcun tipo di danno se non nel lungo periodo. Qualsiasi volume forte può causare la perdita dell’udito. Ovviamente, utilizzando le cuffie con musica molto alta, accresce il rischio di mettere in pericolo la propria salute uditiva. Un problema al quale non c’è un reale rimedio.

I traumi sonori molto gravi provocano la morte delle cellule ciliate, grazie alle quali l’orecchio funziona. Potrebbe anche verificarsi un danno a livello dei nervi. Per quanto i ricercatori ne sanno, queste strutture non si rigenerano da sole, né guariscono come altre parti del corpo umano. Ecco perché è importante una corretta prevenzione. Segnali come l’acufene, orecchie che fischiano e suoni ovattati potrebbero essere indice di un danno già avvenuto e irreparabile. Ma come si fa a riconoscere quando un suono è dannoso per l’orecchio e l’udito? Di norma ci sono delle linee guida. Le soglie consigliate da non superare sono specificate in questa tabella dell’Istituto Superiore di Sanità.

Orecchie che fischiano e suoni ovattati potrebbero essere le conseguenze di questi danni ormai irreparabili ma ecco come evitarli

Andare in giro con un apparecchio per misurare la quantità di decibel sarebbe assurdo. Esistono delle app che consentono di misurare la quantità di rumore in decibel, ma sono comunque poco pratiche. Di norma, il consiglio generale è quello di utilizzare il buon senso, abbinato al proprio livello di comfort. Quando si parla di cuffie, per esempio, un livello ottimale di volume è quello non percepito dalle persone attorno. Se, togliendo le cuffie, si ha la sensazione di sentire suoni ovattati o fischi alle orecchie come dopo essere stati ad un concerto rumoroso, questo potrebbe essere un segnale di danno all’orecchio. Un buon modo per non alzare troppo il volume delle cuffie e di utilizzare dispositivi che abbiano un ottimo isolamento acustico, oppure quelli con la riduzione del rumore attiva.

Si tratta di una tecnologia che ormai molte cuffie moderne integrano di default, con la quale vengono cancellati i rumori esterni in modo da poter ascoltare meglio ciò che proviene dalle cuffie. Questo permette di tenere il volume più basso e di non esporre l’orecchio a eventuali danni. Al contrario, le cuffiette che di norma si poggiano nel padiglione auricolare e consentono l’ingresso dei suoni esterni possono spingere ad alzare il volume oltre il livello di guardia. E per quanto riguarda i bambini? Spesso i dispositivi elettronici come TV, computer e smartphone hanno delle impostazioni specifiche per impostare il limite massimo del volume consentito. In questo modo, si possono evitare molte preoccupazioni.

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