Linfonodi ingrossati sul collo, mento e inguine, quando preoccuparci

Di solito, stiamo attenti a molte avvisaglie del nostro corpo. Se abbiamo la gola in fiamme, andiamo subito a farci un tampone per verificare se siamo stati contagiati dal Covid. Oppure, se abbiamo malessere generale, facciamo visita al nostro dottore per capire le origini.

Insomma, soprattutto dopo la pandemia, stiamo molto attenti a non trascurare segnali che potrebbero minare la nostra salute e quella degli altri. Normale farlo, anche se non tutti sono così precisi e tempestivi, rimandando gli eventuali controlli sempre più in là

Gli esperti ci aiutano a capire quando dovremmo preoccuparci

Ad esempio, svegliarsi con occhi stanchi e mal di testa sono segnali di una patologia che non va trascurata.
A volte, invece, toccandosi sotto il mento o sul collo, potremmo sentire come delle palline comparse improvvisamente. Capita anche nelle zone ascellari e, a qualcuno, anche in quelle inguinali. Il che, naturalmente, ci preoccupa perché potremmo pensare, magari, a qualcosa di origine tumorale.

Se abbiamo linfonodi ingrossati sul collo, mento e ascellari, però, non dobbiamo subito pensare al peggio. Anche se faremmo bene ad andare a fondo sulle cause che ne hanno scatenato la formazione.
Gli esperti dell’Humanitas, da questo punto di vista, ci guidano, attraverso i sintomi, per capire cose da fare in caso di manifestazione di linfonodi.

Ci precisano subito una cosa. Che i linfonodi ingrossati sono, il più delle volte, le conseguenze di un’infezione batterica o virale. Insomma, nella maggior parte dei casi, l’origine è quella. Anche se, dicono, non va escluso che si siano formati come conseguenza di una malattia autoimmune. E, ma molto più raramente, di un tumore.
I sintomi, secondo gli esperti, possono essere molteplici. La formazione del linfonodo potrebbe essere dolorosa al tatto e, in funzione della sua origine, potrebbe scatenare naso che cola, mal di gola, febbre, gonfiore degli arti e sudorazione notturna.

Linfonodi ingrossati sul collo, mento e inguine, quando preoccuparci

Tra l’altro, sono davvero numerose le malattie che si possono associare ai linfonodi ingrossati. Qualche esempio? Artrite reumatoide, ascesso dentale, cellulite, infezione da streptococco, malattia da graffio di gatto, otite e altre. L’elenco è, ovviamente, incompleto.
In ogni caso, dovremmo sempre andare dal nostro medico di fiducia, se i sintomi dovessero persistere.

Ma ci sono dei rimedi che possiamo applicare in caso di manifestazione di linfonodi? A volte, è sufficiente fare impacchi caldi, prendere antidolorifici e del riposo per veder scomparire i linfonodi ingrossati. Se poi dovesse dipendere da un virus, non potremmo fare altro che aspettare.
A volte, si può intervenire in maniera specifica, su indicazione del medico, con opportuni antibiotici.

Dovremmo, in ogni caso, rivolgerci al medico, se i linfonodi si formano senza motivo apparente. In particolare, se dovessero durare più di 15 giorni e peggiorare. Stessa cosa da fare se fossero ruvidi, toccandoli, e se dovessimo avere anche febbre, male alla gola, difficoltà a deglutire e dimagrimento ingiustificato.

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