La scienza svela perché si avrebbero problemi di memoria anche a 50 anni e come potremmo ridurli

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Dove ho messo gli occhiali che non trovo più? La tessera sanitaria che avevo appoggiato da qualche parte, dove diavolo è finita? Ma non avevo parcheggiato la macchina in questo settore al supermercato, o mi ricordo male?

Ogni giorno ci troviamo alle prese con dimenticanze, dovute alla nostra memoria. E non dobbiamo pensare che sia un problema solo degli anziani. Anche chi ha “l’età di mezzo”, ovvero è sulla cinquantina, potrebbe girare smarrito, per casa, alla ricerca dell’occhiale perduto.

I problemi di memoria a breve termine sono più comuni di quello che potremmo immaginare

Il che ci fa preoccupare. Cosa causa i vuoti di memoria? In realtà, non dovremmo mai sottovalutare questi piccoli problemi di lacuna mnemonica. Se avvenisse raramente, potrebbe essere frutto di situazioni contingenti, ad esempio, anche una semplice stanchezza fisica. Diverso è il discorso se dovessero capitare con una certa assiduità. Il che potrebbe essere la spia di un problema a livello cerebrale. In particolare, come suggeriva uno studio olandese di qualche anno fa, la spia di un rischio di ictus.

Quando si è giovani, infatti, questi vuoti di memoria, secondo quello studio, potrebbero essere segnali importanti del rischio, negli anni, di sviluppare un ictus. Insomma, mai sottovalutarli. Adesso arriva un nuovo studio, a dare una ulteriore spiegazione sui vuoti nel ricordare le cose. Insomma, la scienza svela perché si avrebbero problemi di memoria e la causa sarebbe davvero incredibile.

Questo studio canadese ci spiegherebbe perché si hanno problemi di memoria

Lo studio è stato fatto dal Canadian Sleep and Circadian Network di Montreal. Ed è stato pubblicato sulla rivista che si chiama Sleep. Il che, per chi conosce l’inglese, potrebbe essere un indizio di una delle cause che portano alla perdita di memoria. E la risposta è l’insonnia. Risultato che non fa altro che confermare quello che era emerso in un altro studio della School of Medicine David Geffen.

Anche in quel caso, si era visto come l’insonnia si potesse paragonare quasi a una sorta di ubriacatura. Con relativa perdita anche della memoria. Nella recente ricerca canadese, fatta a tre anni di distanza, si è dimostrato un aspetto interessante. Ovvero, come, nell’arco del triennio, il peggioramento del sonno avesse portato a maggiori problemi con la memoria. E gli interpellati erano persone dai 45 anni in su, a dimostrazione che non è un problema legato solo alla terza età.

La scienza svela perché si avrebbero problemi di memoria ed ecco come potremmo mitigarli

Quindi, il problema sarebbe la qualità del sonno. Che a tanti provoca risveglio con mal di testa, anche se quello potrebbe dipendere anche dalla pressione, ad esempio. Come fare per migliorare il nostro riposo notturno? Esistono dei rimedi naturali della nonna per dormire meglio. Ad esempio, fare un bel bagno caldo prima di andare a letto. Immergersi nell’acqua bella calda, infatti, favorirebbe il relax, soprattutto dopo una giornata di stress. Aggiungere delle foglie di alloro in una tazza di camomilla sarebbe un altro rimedio della nonna.

Dovremo lasciare queste foglie essiccate, in infusione, per qualche minuto. Poi, una volta filtrate, possiamo bere la nostra camomilla rilassante, magari con un cucchiaino di miele. Anche la stanza fa la differenza. La temperatura dovrebbe essere, al massimo, di 17  gradi. Impariamo a tenere le finestre aperte. E potrebbe essere utile anche dormire senza le mutande.

Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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