Incredibili novità per chi soffre di colesterolo cattivo alto perché non serve più rinunciare a questi alimenti amatissimi, lo dice la scienza

Attenzione perché chi combatte contro il colesterolo cattivo alto potrebbe restare piacevolmente colpito da questa notizia.

Prima di scoprire nel dettaglio di che si tratta, una premessa è doverosa. Infatti, la Redazione non intende sostituirsi in nessun modo al medico curante. Quest’ultimo, andrà sempre consultato prima di prendere qualsiasi decisione.

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Tuttavia, è anche giusto sottolineare come il settore scientifico faccia dei passi in avanti nella ricerca e nella sperimentazione per ridurre problemi e malattie cardiovascolari.

Tra queste, segnaliamo una ricerca recentissima. Tale studio ha tutte le caratteristiche per gettare le basi per una rivisitazione delle linee guida nella lotta contro il colesterolo cattivo. Ci sono, infatti, delle incredibili novità per chi soffre di colesterolo cattivo alto perché non serve più rinunciare a questi alimenti amatissimi, lo dice la scienza.

Stiamo parlando di uno studio pubblicato il 21 maggio 2021 sull’International Journal of Obesity.
Tale ricerca, consultabile qui, ha puntato i riflettori sulla relazione tra alcuni alimenti, il colesterolo e le malattie cardiovascolari.

Lo studio

La notizia, “fresca di stampa”, è il frutto di uno studio dedicato a chi soffre di colesterolo cattivo alto e alle conseguenze dell’assunzione di lattici.

Stando a quanto riporta l’International Journal of Obesity, sembrerebbe che le persone che bevono regolarmente il latte, anche in quantità abbondanti, abbiano livelli più bassi di colesterolo sia buono sia cattivo. Ciò che risulta, invece, più alto rispetto a chi non beve latte, è l’indice di massa corporea.

In buona sostanza, gli scienziati sostengono che il consumo di latte e di lattici, in generale, non si trasforma in un problema significativo per il rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia, assumendo questi alimenti si assiste ad un leggero aumento del grasso corporeo.

Ad eliminare ogni legame tra latte e colesterolo pare ci sia una variazione genetica. Precisamente una variazione del gene della “lattasi”, ovvero una variazione nel processo di digestione degli zuccheri del latte. Lo studio, condotto su quasi 2 milioni di persone, prese da una banca dati inglese, ha tenuto conto anche di altri fattori come le diverse etnie e chi e come digeriva meglio il lattosio.

Insomma, uno studio trasversale che porta un’incredibili novità per chi soffre di colesterolo cattivo alto perché non serve più rinunciare a questi alimenti amatissimi, lo dice la scienza.
Tutto ciò, infatti, suggerisce che rinunciare al latte e ai latticini non serva per combattere il colesterolo cattivo alto.

Approfondimento

“In pochi lo dicono ma con questi semplicissimi trucchetti si può cucinare senza sale e senza rinunciare al gusto”.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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