Ictus e infarti sarebbero sotto controllo con questi livelli di colesterolo e con questo integratore alimentare che combatte anche artrite, depressione e asma

Le possibilità che seri problemi cardiovascolari si presentino dopo un ictus sono elevate. Recenti studi hanno stabilito che, dopo un ictus ischemico, infarti e aritmie nelle settimane successive sono eventi tutt’altro che rari. Inoltre, le probabilità che questi eventi siano mortali nei 5 anni successivi sono molto alte, così come quelle di incorrere in un nuovo ictus.

Un valore salvavita

Il valore da tenere in considerazione, quando si è colpiti da ictus cerebrale, è quello del colesterolo LDL. La prevenzione secondaria diventa fondamentale per fare in modo che, una volta superato il trauma, si ritorni a una situazione sostenibile per l’organismo. Evitare ricadute e prevenire eventuali aritmie, che potrebbero aumentare le probabilità di ulteriori eventi traumatici, è l’obiettivo principale.

Ictus e infarti sarebbero sotto controllo con un livello di colesterolo di 70 milligrammi per decilitro. Gli studi fatti in proposito sono riusciti finalmente a dare un valore di riferimento, che fino a poco tempo fa era del tutto sconosciuto. Oltra alla dieta e all’attività fisica, è l’impiego delle statine a rendere possibile questo traguardo. Questi inibitori della sintesi del colesterolo vengono prescritti anche in combinazione con l’ezetimibe, farmaco particolarmente indicato per chi soffre di ipercolesterolemia familiare. Per chi ha sofferto di infarti, invece, l’obiettivo sarebbe raggiungere un livello di LDL pari a 55, mentre chi ha subito diversi attacchi ischemici dovrebbe arrivare a 40. Non è dimostrato che possa rivelarsi così significativo, invece, arrivare a questi valori durante la prevenzione primaria.

Ictus e infarti sarebbero sotto controllo con questi livelli di colesterolo e con questo integratore alimentare che combatte anche artrite, depressione e asma

Utilizzare gli omega 3 non solo in fase di prevenzione, ma anche per cicatrizzare la parte del cuore colpita da infarto, starebbe dando ottimi risultati. Quando una parte del muscolo smette di funzionare, pompare il sangue diventa più complicato perché è un lavoro che deve fare da sola la parte sana. Questo crea fragilità nell’organo, che potrebbe portare a un’insufficienza cardiaca molto pericolosa. La scoperta che grazie all’olio di pesce i ventricoli trattengano minori quantità di sangue, ha aperto nuove strade alle terapie postoperatorie. Con maggiori funzionalità coronariche e minori casi di recidive, le possibilità di avere una vita priva di ansie per i pazienti colpiti è sicuramente maggiore.

Gli omega 3 sono grassi polinsaturi che si trovano nei pesci grassi come sgombri, salmone, sardine e trote, nelle noci e nei semi di lino. L’EFSA ha determinato che oltre a combattere colesterolo e trigliceridi, questo integratore alimentare è utile per la prevenzione di artrite, depressione, Alzheimer e asma. Altri effetti benefici, oltre a questi indicati, non sono stati confermati.

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