Dolori addominali, diarrea e mal di testa potrebbero essere sintomi comuni di questa allergia diffusa ma difficile da individuare

Scoprire che il nostro corpo è sensibile a determinate sostanze non è sempre facile. La ragione è presto spiegata. In primo luogo, le evidenze non si manifestano immediatamente dopo il contatto con la sostanza incriminata. Inoltre, non sempre è facile risalire alla causa scatenante precisa, perché nella nostra vita entriamo a contatto con una pluralità di elementi di per sé atti a causare disturbi. Questo è ancora più vero quando il quadro clinico presentato dalla persona non risulta dissimile a ciò che succederebbe per altre patologie. Diventa così fondamentale ricorrere alla cosiddetta anamnesi. Ricostruire precisamente le tempistiche e le attività del paziente.

Così, ad esempio, potremmo scoprire di avere un’allergia da nichel. Al contrario di quanto si pensa, questa situazione coinvolge milioni di persone. Non sempre, peraltro, il malessere si evidenzia a causa del contatto con sostanze che sono ricche di questo minerale molto diffuso. Potrebbero invece evidenziarsi a causa dell’ingestione di alcuni alimenti che ne sono particolarmente ricchi. Infatti, dolori addominali, diarrea e mal di testa potrebbero derivare da questa intolleranza.

I cibi che ne sono ricchi

In particolare, si riscontrano alti livelli di questa sostanza in verdura e frutti comuni quali gli spinaci, i kiwi, i legumi, i pomodori e gli asparagi. Non solo, tra gli alimenti che ne sono ricchi ci sarebbero anche il cioccolato, il cacao e le noci. Il problema ulteriore è che alle volte il problema potrebbe ravvisarsi anche a causa del recipiente di metallo in cui sono conservati questi prodotti. L’esposizione potrebbe avvenire anche a causa dell’acqua potabile, anche se presente in proporzioni mediamente più limitate. Infatti, le condutture o le rocce che entrano in contatto con l’acqua potrebbero rilasciare nichel. Infine, il contatto potrebbe avvenire anche tramite contatto diretto con oggetti che potrebbero esserne ricchi. Tra i più comuni ci sono gli orologi, i bottoni, la bigiotteria, ma anche alcune stoviglie e pentole.

Una volta che ci si è sensibilizzati al nichel, sia la ragione per contatto o per ingestione, si produce una vera e propria reazione allergica. Questa può esprimersi con arrossamento e prurito se ci si entra in contatto fisicamente. Altrimenti si possono verificare disordini digestivi, tra i quali meteorismi e diarrea, ma anche cefalea e nausea.

Dolori addominali, diarrea e mal di testa potrebbero essere sintomi comuni di questa allergia diffusa ma difficile da individuare

Per la conferma del sospetto di allergia si può ricorrere al cosiddetto patch test. Questo consiste nell’applicazione di un apposito cerotto che rilascia gradualmente piccole quantità di nichel per osservare la reazione della pelle. Non esisterebbero cure definitive, ma tramite l’applicazione di alcuni prodotti si possono ridurre i sintomi da contatto. Inoltre, tramite l’assunzione di alcune gocce e capsule, si potrebbe diminuire gradualmente la ipersensibilità al nichel. Questo andrà abbinato ad una dieta consona consigliata da uno specialista.

Lettura consigliata

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