I primi sintomi di Parkinson e Alzheimer si riconoscono in questa parte del corpo

Le malattie neurodegenerative molto spesso hanno un esordio lento e progressivo. Individuare sin da subito i fattori di rischio e le prime avvisaglie di una cambiamento può giocare un ruolo determinante nella prevenzione. È il caso, ad esempio, di una variazione in uno dei sensi con i quali percepiamo ed entriamo in contatto con il mondo. I primi sintomi di Parkinson e Alzheimer si riconoscono in questa parte del corpo e vediamo di seguito di cosa si tratta.

Cosa accade a molte funzioni del corpo quando si invecchia

Con l’avanzare dell’età i sensi potrebbero subire una vera e propria trasformazione. Per conservarsi giovani e sani il più a lungo possibile a volte è importante seguire alcune piccole abitudini. Un esempio lo abbiamo fornito nell’articolo “Come rimanere giovani a 60 anni con un esercizio semplicissimo ma molto efficace”.

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L’invecchiamento spesso giustifica il cambiamento dei gusti o delle preferenze alimentari in molte persone che sono avanti con gli anni. Non è esente da tale tipo di cambiamento neanche il naso e il senso dell’olfatto. Sebbene l’invecchiamento comporti dei mutamenti per vista, udito, gusto e olfatto, alcune trasformazioni possono invece preannunciare quadri clinici più complessi. Secondo quanto confermano alcuni studi scientifici, una evidente e marcata alterazione del senso dell’olfatto potrebbe essere un predittore di malattie neurodegenerative. In particolare, di Alzheimer e Parkinson.

I primi sintomi di Parkinson e Alzheimer si riconoscono in questa parte del corpo

La perdita della capacità de sentire gli odori si chiama anosmia e può rappresentare un campanello d’allarme per demenza e malattie neurodegenerative. Studi scientifici condotti da ricercatori dell’Università del Michigan  hanno evidenziato che la riduzione della capacità olfattiva rappresenta un indicatore dello stato di salute del soggetto. I ricercatori hanno condotto lo studio su un campione di 2.300 soggetti di età tra i 70 e 82 anni. I risultati hanno mostrato che, a distanza di un decennio, chi aveva registrato una significativa perdita dell’olfatto era più esposto al rischio di morte.

Questi dati evidenziano come la singola alterazione di una senso percettivo possa dire molto dello stato di salute della persona. Il deficit olfattivo può rappresentare un campanello d’allarme in particolare quando si mantiene invariato nel tempo senza remissioni. Una diagnosi accurata è indispensabile in questi casi per eliminare altre possibili cause che determinano alterazioni temporanee come le allergie ad esempio. Quando l’alterazione è permanente potrebbe coinvolgere il sistema nervoso e quindi diventare un segnale predittivo di malattia di Alzheimer o Parkinson in alcuni casi.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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