Ecco quale sarebbe il miglior modo per friggere melanzane, patate o il pesce limitando i rischi del mangiare fritto

Se qualcuno spera che un nutrizionista dica che mangiare fritto fa bene probabilmente resterà deluso. È innegabile, però, che soprattutto che a trarne beneficio sia soprattutto il palato. Molti, dunque, non riescono a fare meno del piacere di un buon fritto.

E anche se esistono diverse opportunità per cucinare, ad esempio, le melanzane senza friggere, chi ama destreggiarsi tra i fornelli non rinuncia a questa opportunità per i suoi patti. Anche se questo non rappresenta il metodo migliore per seguire le linee guida ideali di chi vuole seguire una dieta per dimagrire o per mantenersi in forma.

Ecco quale sarebbe il miglior modo per friggere melanzane, patate o il pesce limitando i rischi del mangiare fritto

Dando per buono che si tratti di uno sgarro, si può anche ipotizzare di mettere in atto delle strategie che consentono di friggere in modo un po’ più sano. Fermo restando che ricorrere a questo tipo di cottura equivale certamente a veder schizzare verso l’alto il livello calorico degli alimenti e soprattutto la percentuale di grassi.

Chiarite queste premesse, possono esserci degli accorgimenti da utilizzare. Si può trovare una spiegazione importante sulle pagine della Fondazione Veronesi strettamente correlata al concetto di punto di fumo.

Quindi, come cucinare?

E allora ecco il miglior modo per friggere melanzane, patate o il pesce secondo quella che è una visione scientifica della cosa. Per fare una frittura che sia più sana di altre occorre scegliere un olio che abbia un punto di fumo più alto degli altri. Si tratta della temperatura in cui un grasso alimentare, sottoposto all’azione del calore, rilascia una sorta di nuvoletta di fumo tendente all’azzurro. In quella circostanza si forma acroleina, che è una sostanza tossica.

Dunque più alto è il punto di fumo, meno è probabile che si arrivi a quel livello. La Fondazione Veronesi indica che l’olio extravergine d’oliva ha i requisiti ideali, poiché il suo punto di fumo è a circa 200-210 gradi. Seguito dall’olio di arachidi che si assesta attorno ai 180 gradi. Questo fa sì che si tratti degli oli da utilizzare più frequentemente. Tra l’altro con l’olio di oliva si assicura anche un apporto di vitamina E, che ha azione antiossidante.

Tra i rischi segnalati viene segnalato anche il fatto che quando l’alimento cambia e diventa “scuro”, potrebbe a sua volta produrre molecole dannose come l’acrilamide. Infine, tra i consigli che vengono dati c’è anche quello di tenere costante la temperatura della frittura, sottolineando magari l’eventualità di friggere sfruttando una friggitrice e avendo in dotazione un termometro che possa permettere di valutare il livello di temperatura dell’olio.

Una frittura, dunque, non è esattamente l’alimento ideale per chi vuole perdere peso, ma qualora ogni tanto la si voglia consumare meglio seguire queste linee guida.

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