Ecco dove cresce la pianta di cappero e cosa sapere sulla sua coltivazione

La spettacolare pianta del cappero, trova il suo contesto perfetto negli anfratti di pietra rovente. Si tratta, infatti, di una varietà botanica, che ama particolarmente il caldo e non risente affatto della siccità. Famosa per i suoi frutti sapidi e aromatici, elemento indispensabile della cucina mediterranea, pochi in realtà ne conoscono le splendide fioriture.

Il cappero cresce spontaneo tra le mura delle antiche costruzioni. Essendo tipico dei borghi del centro sud d’Italia, non è raro avvistare i suoi fiori bianchi, dai lunghi e delicati pistilli, nelle cartoline dei panorami umbri o toscani. Dunque, ecco dove cresce la pianta di cappero, perché conoscere la propensione naturale di una pianta è utile al fine di capire come coltivarla anche tra le mura domestiche. Sia per i suoi gustosi frutti, sia per l’indiscusso valore ornamentale.

Il fatto che si tratti di una pianta non troppo conosciuta o inflazionata, infatti, non può depauperare il suo enorme valore decorativo. Una cosa va specificata, a tal proposito: il cappero è una pianta tanto rustica quanto di non semplice coltivazione domestica. Per chi ha già una buona dimestichezza con la botanica, potrebbe essere una sfida foriera di enormi soddisfazioni. Sicuramente, questo arbusto dal portamento cascante, può essere abbinato ad altre piante variopinte e compatibili con le alte temperature.

Ecco dove cresce la pianta di cappero e cosa sapere sulla sua coltivazione

Anzitutto, si tratta di una pianta che affonda le proprie radici negli anfratti di roccia battuti dal sole. È a suo modo l’emblema della vita lenta dei borghi, delle salite scoscese e delle temperature torride. Il gelo la uccide senza pietà, così come i ristagni idrici.

Pur essendo un arbusto perenne assolutamente resistente, dunque, non si può minimamente pensare di coltivarlo solo all’esterno nei climi umidi e freddi del nord. Meglio desistere. Predilige i terreni sassosi, aridi e poveri, con una resistenza formidabile alla siccità estrema.

Resiste alla siccità ma è difficile da coltivare

Per una coltivazione ottimale del cappero, è necessario riprodurre fedelmente l’ambiente in cui tende a crescere spontaneamente. Qui risiede la vera difficoltà della sua riproduzione e cura.

Se coltivata in piena terra, forma un cespuglio dal portamento cascante. Se inserita verticalmente in una parete rocciosa, avrà un andamento pendente. Le sue lunghe radici sembrano concepite appositamente per inserirsi nelle fessure della pietra, da cui traggono l’umidità. Infatti, le piantine si devono bagnare solo quando sono giovanissime. I suoi fusti, legnosi alla base ed erbacei agli apici, possono raggiungere anche i 3 metri di lunghezza.

Pianta del cappero, fiori e frutti

Verso maggio, iniziano a formarsi dei piccoli boccioli. I capperi vengono raccolti quando sono ancora chiusi, duri e turgidi. In questo periodo dell’anno, infatti, è possibile iniziare la loro conservazione sotto sale o sotto salamoia, ed essere progressivamente usati in cucina.

Dai boccioli maturi, invece, fuoriesce il fiore, candido e stupendo. Se il fiore non viene raccolto e viene impollinato, il frutto giungerà a completa maturazione, assumendo un colore violaceo. Al suo interno, la polpa risulta molto simile a quella del frutto della passione, ma più fibrosa.

I semini neri al suo interno risultano seccati al sole e cadendo dal frutto in decomposizione, andranno a generare nuovi esemplari.

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