Borse in caduta libera e investitori sempre più in allarme e adesso attenzione a questo dato

Ieri l’incertezza ha lasciato il posto alla paura e le Borse sono crollate. La giornata è iniziata malissimo, con un avvio in calo dei maggiori listini europei ed è finita peggio. L’avvio negativo di Wall Street ha trascinato ancora più a fondo i mercati UE. Per capire cosa potrebbe accadere oggi e nelle prossime giornate occorre scoprire da dove deriva la paura e soprattutto occorre monitorare un dato.

Le mosse delle banche centrali preoccupano il mercato

In questo momento gli investitori professionali hanno un unico timore, che il rialzo dei tassi porti le economie in recessione. La Federal reserve nell’ultimo appuntamento ha effettuato un incremento monstre dello 0,75%. Un rialzo tanto rilevante in una sola riunione non accadeva da 30 anni.

La BCE si sta apprestando a rialzare il costo del denaro per la prima volta dopo molti anni. Nella seduta del 21 luglio la Banca centrale europea aumenterà i tassi dello 0,25%. Poi a settembre ci sarà un nuovo rialzo e gli operatori temono che possa essere dello 0,50%. Alcuni analisti ipotizzano che alla fine dell’anno nell’Eurozona i tassi saranno all’1,0% e al 2,0% in USA.

Questo shock monetario potrebbe creare una brusca frenata della crescita economica. Il male minore sarebbe un rallentamento della crescita, ma alcuni economisti temono che le economie possano entrare in recessione. In USA torna ancora alla mente un episodio di 40 anni, quando era presidente della FED Volcker. A quell’evento l’economia USA reagì con una doppia recessione durata 2 anni. Anche se, occorre dire, poi ci fu una crescita continua di un ventennio.

Borse in caduta libera e investitori sempre più preoccupati e adesso attenzione a questo dato

I timori della recessione sono più forti in Europa. Qui l’aumento dei tassi è aggravato dalla guerra tra Ucraina e Russia e dal rischio sull’approvvigionamento energetico di gas e petrolio russi. La paura è di una stagflazione, ovvero di una crescita debole dell’economia con un’inflazione che non scende.

Da qualche seduta i mercati registrano Borse in caduta libera e investitori sempre più allarmati. In questo doppio scenario gli analisti si domandano quanto possono ancora scendere i mercati, alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni. Ieri l’Euro Stoxx 50 ha perduto l’1,6%, Francoforte l’1,7%, Parigi l’1,8% e Londra quasi il 2%. Peggio di tutti ha fatto Piazza Affari. Il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) è affondato di quasi il 2,5%.

Ma tutti ovviamente guardano a Wall Street e all’indice più importante dei mercati mondiali, l’S&P500. Il suo andamento condiziona anche quello delle Borse del Vecchio Continente. Alcuni analisti hanno ipotizzato che l’indice USA possa scendere fino a quota 3.000 punti. L’S&P500 è adesso è attorno ai 3.700/3.800 punti, ma il 26 giugno ha segnato un minimo dell’anno a 3.636 punti.

Una discesa dei prezzi sotto area 3.500/3.600 punti potrebbe veramente portare la Borsa USA a quota 3.000 punti. Mentre al rialzo solo una chiusura oltre 4.000 punti potrebbe allentare la tensione ribassista in atto. Gli investitori di tutto il Mondo da qualche seduta stanno tenendo monitorati con attenzione questi due livelli.

Approfondimento
Il punto sui mercati

I risultati delle previsioni presenti in questo articolo si basano su calcoli statistici spiegati negli ebook pubblicati da ProiezionidiBorsa ed elaborati sulla base dello storico dei prezzi a disposizione. (Ricordiamo, inoltre, di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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