Attenzione ai semi di lino perché potrebbero abbassare il colesterolo e la pressione ma sarebbero pericolosi in questi 4 casi

Alcuni cibi sono benefici per la salute, ma comunque non andrebbero consigliati a chiunque. È il caso dei semi di lino: scopriamo quando bisogna fare attenzione a questi alimenti.

I semi preziosi per la salute del cuore

Non è un caso che i semi di lino abbiano fama di essere buoni alleati della salute. Come confermano anche gli esperti, infatti, contengono alcune sostanze importanti per l’apparato cardiovascolare. Innanzitutto, i semi di lino sono ricchi di potassio, un minerale che contribuisce a tenere sotto controllo la pressione sanguigna. Ma non solo: forniscono anche gli acidi grassi, ossia i famosi “grassi buoni”, che aiuterebbero ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Oltre che per la salute del cuore, i semi di lino potrebbero essere benefici anche per l’intestino, grazie al buon contenuto di fibre. Infine, contengono antiossidanti, vitamine (C, E, K, gruppo B), calcio, fosforo e magnesio. Insomma, può sembrare che questi semini siano una panacea contro tutti i mali! Tuttavia, bisogna ricordarsi che alcuni alimenti, seppur salutari, potrebbero purtroppo rivelarsi anche dannosi. È il caso dell’avocado: questo frutto ha molti benefici ma anche delle controindicazioni, e potrebbe far male ad alcune categorie di persone. Lo stesso vale per i semi di lino.

Attenzione ai semi di lino perché potrebbero abbassare il colesterolo e la pressione ma sarebbero pericolosi in questi 4 casi

Innanzitutto, i semi di lino potrebbero dare problemi se mangiati in grandi quantità. Infatti, contengono le mucillagini, sostanze che rischiano di causare dolori allo stomaco, gonfiore addominale e diarrea. Meglio dunque non esagerare coi semi di lino e, piuttosto, alternarli con altri cibi benefici: i semi di chia, per esempio, sono ottimi per cucinare una gustosa colazione che si può anche preparare in cinque minuti la sera prima.

Secondariamente, i semi di lino potrebbero rivelarsi tossici se mangiati crudi. La colpa è di sostanze chiamate glucosidi cianogenetici, ma c’è un rimedio. Basterebbe cuocere i semi di lino, per esempio tostandoli in padella o al forno. In terzo luogo, i semi contengono lignani: meglio, dunque, non assumerli durante la gravidanza. Infine, attenzione ai semi di lino perché potrebbero interferire con l’azione di alcuni farmaci, come gli anticoagulanti, gli antiaggreganti e gli antidiabetici. Come sempre in questi casi, il consiglio è rivolgersi al proprio medico.

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