Attenzione a questa malattia che ricopre grappoli e foglie di vite di macchie gialle

Chi possiede un vigneto o qualche tralcio di uva da tavola sa bene quanto sia difficile difenderle dai parassiti. In passato l’uso di agenti chimici proteggeva da questi attacchi ma distruggeva l’ecosistema. Oggi si può prevenire il problema in modo ecologico e senza bombardare l’uva con prodotti poco salutari. L’agricoltura biologica prevede l’uso di rame e zolfo per contrastare i parassiti. Ma bisognerebbe fare un uso sapiente anche di questi ultimi e solo in casi rari.

Tra tutte, questa è la malattia che ricopre grappoli e foglie di vite di macchie gialle. La peronospora è causata da un fungo ed è molto grave. Colpisce anche pomodori, cetrioli e altre piante. Attacca a partire dai germogli, poi le foglie e i grappoli, fino ad arrivare all’intera pianta. Occorre quindi fare attenzione a questa malattia che ricopre grappoli e foglie di vite di macchie gialle. Questo sintomo della pianta la rende una malattia facilmente riconoscibile. Si manifesta inoltre con della leggera lanuggine bianca che ricopre le foglie. Gli acini del grappolo possono seccare oppure acquisire un colore marrone manifestando una necrosi. Solo in una fase successiva la vite comincia a seccare e i grappoli arrestano la loro crescita.

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Attenzione a questa malattia che ricopre grappoli e foglie di vite di macchie gialle

Tra i fattori che favoriscono l’attacco del fungo della peronospora ci sono le condizioni climatiche. Una vigna posta a fondovalle in un clima abbastanza umido avrà più possibilità di essere attaccata. Solitamente, poi, l’attacco avviene dopo una pioggia costante di 24-48 ore. In estate accade più spesso in occasione di sbalzi termici da caldo a freddo sotto i 10°C. Infine sono più soggetti alla malattia i tralci lunghi più di 10cm.

La prevenzione in agricoltura biologica viene fatta col solfato di rame (di colore azzurro) o con un miscuglio fungicida chiamato poltiglia bordolese. Si usano anche l’ossicloruro e l’idrossido di rame. Tutti, se usati in maniera scorretta e con diluzioni tropo acide, penetrano nel terreno e causano fitotossicità. Esistono anche fungicidi che contengono poco rame, come il silicato di sodio, ma sono usati in via sperimentale. Anche l’olio di Neem ha avuto un buon uso negli ultimi anni per contrastare i parassiti per il suo contenuto di derivati dello zolfo. L’estratto combatterebbe insetti, funghi e acari. Oltre all’olio di Neem, usati in via sperimentale troviamo l’equiseto, il bicarbonato di sodio e l’acqua ossigenata. Ovviamente vanno usati sotto la supervisione di un esperto per non avere effetti collaterali.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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