Arriverebbe dall’America una nuova e rivoluzionaria scoperta per ridurre l’infezione da Covid 19

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Come spesso accade è l’agenda dei media a rendere una notizia più o meno importante. Il clamore che ne scaturisce può durare giorni, settimane o mesi. Il Mondo viaggia a velocità elevata e il tempo sembra trascorrere sempre più velocemente, scandito da eventi che si susseguono in rapida successione. Oggi si parla moltissimo del Mondiale in Qatar e di tutti i suoi effetti collaterali. Diritti umani, discriminazioni, scontri in piazza. Sono tutti temi ampiamente dibattuti oggi, con i giocatori spesso chiamati a prendere posizione contro la retorica dei grandi capi delle organizzazioni mondiali.

Lo abbiamo già visto per la guerra in Ucraina e prima ancora per la pandemia. Temi che hanno occupato ore e ore di programmi televisivi e pagine su pagine dei quotidiani nazionali. Salvo poi sfilare lentamente nel dimenticatoio o quasi, quando l’attenzione si concentra su altri eventi.

Sono passati due anni abbondanti dai bollettini che ogni giorno ci raccontavano l’andamento della curva dei contagi. Quotidianamente, in pieno lockdown, gran parte della popolazione attendeva la sera per ascoltare le notizie riguardo al Covid. Poi sono arrivate le vaccinazioni e le polemiche dei no vax. Fino ad arrivare a oggi, quando se ne parla pochissimo, nonostante ci siano ancora diverse migliaia di contagi al giorno. Certo, l’emergenza di due anni fa sembra ora un pallido ricordo, ma non possiamo certo affermare che il Covid sia scomparso.

Arriverebbe dall’America una nuova e sorprendente notizia sul Covid 19

È di questi giorni la notizia che in California è stata scoperta e isolata una molecola capace di limitare gli effetti del Covid 19.

Entrando più nel dettaglio, sarebbe una proteina chaperone, chiamata GRP78, una delle responsabili principali della replica dei virus nel nostro organismo. Questo accadrebbe anche nel caso del coronavirus.

Un eventuale farmaco che riuscisse a impedirne la riproduzione, quindi, potrebbe ridurre sensibilmente la capacità di replicarsi del virus che ha causato milioni di morti nel Mondo. Questo permetterebbe anche di scongiurare la proliferazione delle tante varianti che si sono diffuse nel corso dei mesi.

La sperimentazione di un nuovo farmaco per inibire la proteina

Questo farmaco sarebbe stato trovato e si tratta dell’HA15, in grado di inibire la proteina GRP78. Ovviamente sono ancora in corso tutte le sperimentazioni del caso, ma sembrerebbe che i primi risultati siano davvero positivi. Esso, infatti, nei test sugli animali condotti in laboratorio, avrebbe sensibilmente ridotto la carica virale del SARS-CoV-2 nelle cellule infette, peraltro non andando a intaccare quelle sane. Nei polmoni delle cavie testate sarebbe decisamente diminuita la carica virale.

Dunque, arriverebbe dall’America una nuova e rivoluzionaria scoperta per limitare ancora gli effetti da infezione da coronavirus. Serviranno ancora dei test approfonditi per suffragare la tesi che questo farmaco possa rappresentare un passo avanti decisivo nella lotta contro il Covid, tuttavia cresce la speranza. Intanto, in questo autunno, stiamo attenti a distinguerlo dai sintomi della rinite allergica.

Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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