6 furbizie quotidiane per mantenere stabile l’indice glicemico anche in caso di diabete

Il buono stato di salute è il risultato di un complesso insieme di buone pratiche. Si parte dalle accortezze a tavola e si completa con l’equilibrio psicofisico, Cioè l’evitare di avere una vita sedentaria al massimo e/o sovraccarica di inutile e dannoso stress.

Presentiamo dunque 6 furbizie quotidiane per mantenere stabile l’indice glicemico anche in caso di diabete.

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Cos’è l’indice glicemico e perché è importante conoscerlo?

La relazione tra cibi e zuccheri nel nostro sangue è una scoperta tutt’altro che recente. I primi ricercatori si accorsero che vi erano alcuni alimenti che innalzavano i livelli di zuccheri nel sangue, ossia la glicemia.

In particolare le attenzioni ricaddero tutte sui carboidrati e sul loro apporto (qualitativo) di zuccheri nell’organismo. Nacquero poi le prime scale graduate degli alimenti divisi per il loro contenuto di carboidrati e quindi per il loro indice glicemico.

Secondo medici e nutrizionisti, conoscere l’indice glicemico è solo un buon punto di partenza per valutare l’influenza di un alimento sul nostro organismo. Su indice glicemico e carico glicemico, nella comunità medico-scientifica i dubbi non mancano.

Tuttavia, malgrado il peso della sua influenza, l’indice glicemico non è l’unico criterio da considerare nel rapporto cibo-glicemia.

Gli altri elementi da considerare

Vi è infatti una serie di considerazioni da tenere a mente per valutare l’incidenza dell’alimentazione sui livelli di zucchero nel sangue. Ad esempio alcuni studi hanno dimostrato che anche l’ordine con cui si consumano i cibi ha il suo peso sulla glicemia.

Gli esperti affermano che ognuno di noi ha il proprio parametro soggettivo rispetto al consumo di carboidrati.

Quindi l’influenza del cibo X sul tasso di zuccheri nel sangue (cioè sulla glicemia) è diversa da individuo a individuo anche per altri fattori. Tra questi, il primo riguarda il rapporto tra massa magra e massa grassa.

Poi incide il tempo di cottura degli alimenti, nel senso che è preferibile una cottura al suo limite temporale inferiore che superiore.

Un’incidenza differente abbiamo visto che la si ha anche in funzione dello stile di vita condotto. La reazione ad un cibo ricco di carboidrati è solitamente inferiore in una persona attiva e sportiva rispetto ad una sedentaria.

Ecco 6 furbizie quotidiane per mantenere stabile l’indice glicemico anche in caso di diabete

Ancora, si pensi alla quantità di acqua e fibre presenti nell’alimento che stiamo per consumare. Questo spiega perché i nutrizionisti invitano i loro pazienti a sovrappesare il consumo di ortaggi e verdure, ricchi appunto di acqua e fibre. E parimenti di ridurre i cibi raffinati e ricchi di carboidrati come pasta, pasta e pizza.

Altrettanto importante è ricorrere all’abbinamento proteico quando consumiamo alimenti ad alto indice glicemico. Quelle proteine, infatti, ci saranno utili durante la digestione per rallentare l’assorbimento di zuccheri ne sangue.

Infine un’ultima accortezza riguarda il consumo della frutta. Meglio prediligere quella non eccessivamente dolce e poco matura.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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