10 cibi che quasi tutti credono sani per la salute ma in realtà non lo sono

Spesso, alimenti comunemente usati in cucina nascondono insidie di cui pochi sono a conoscenza. Il fatto che facciano parte della tradizione culinaria, non solo dell’Italia, ma anche di altri Paesi, può trarre in inganno molti consumatori. Infatti, quando l’assunzione di un alimento è tradizionalmente assodata, si da per scontato che, perlomeno, non abbia alcun tipo di ripercussione sull’organismo.
È il caso, ad esempio, dei 3 cosiddetti “veleni bianchi” che si mangiano fiduciosamente ogni giorno, eppure sono altamente infiammanti e andrebbero moderati.
Purtroppo, invece, migliaia di persone li ingeriscono ogni giorno, anche perché sono gli ingredienti fondamentali dei prodotti da forno, sia industriali che no.

Non solo benefici

Ecco dunque quali sono i 10 cibi che quasi tutti credono sani e benefici per il benessere dell’individuo, ma che in realtà andrebbero ridotti al minimo.
Vero che al giorno d’oggi siamo di fronte a un’ipertrofia di informazioni di carattere alimentare. Molte delle quali, duole dirlo, possono essere fuorvianti.
Anche il marketing di molte aziende si fregia di valori nutritivi notevoli, magari omettendo di illustrare anche le sostanze negative contenute in molti prodotti.
Come, ad esempio, i grassi idrogenati, che non farebbero davvero un buon servizio alla causa del benessere psicofisico.

Certo, non è semplice orientarsi in questa giungla e riconoscere che alimenti, apparentemente innocui, andrebbero il più possibile evitati, anche tra quelli che sono concepiti per la nutrizione dei bambini.
A partire dal classico succo di frutta. Effettivamente il fruttosio, lo zucchero della frutta, tanto bene non farebbe. Pur avendo un indice glicemico basso, il fegato non converte il fruttosio in energia, bensì in riserva, in trigliceridi. Facendo questo, aumenta anche il rischio di sindromi metaboliche, compreso il diabete.

10 cibi che quasi tutti credono sani per la salute ma in realtà non lo sono

Anche il tanto sponsorizzato sciroppo d’agave, come sostituto dello zucchero, è ricco di fruttosio.

Un altro alimento da evitare, sarebbero i dolcificanti artificiali, come la saccarina o l’aspartame. Si tratta di prodotti chimici artificiali ed stato dimostrato che avrebbero la capacità di modificare il microbiota intestinale, dunque meglio non assumerli affatto.
Di conseguenza, è consigliabile anche limitare le bibite light.

Pure la scelta della carne è importante. Se non si decide di essere vegetariani, può essere consumata, ma bisogna fare attenzione alla sua provenienza. Questo, per evitare le manipolazioni genetiche e gli antibiotici usati per ottimizzare la produzione in modo non naturale.
Anche il latte dovrebbe sollevare qualche dubbio, perché può peggiorare infiammazioni e allergie preesistenti, oltre a generarne di nuove.

Inoltre, non bisogna farsi ingannare dal marketing salutista delle aziende produttrici di cereali per la prima colazione. Non sarebbe esatto asserire che siano un alimento dietetico, perché sono ricchi di zuccheri.
Il grano e il mais per gli italiani sono ingredienti irrinunciabili, ma che purtroppo hanno subito svariate modifiche a livello genetico. In particolare il grano, risentirebbe di un quantitativo di glutine ormai davvero eccessivo.

La margarina è un grasso parzialmente idrogenato ed è altamente infiammatorio, pertanto è meglio prediligere il classico burro. Lo stesso vale per gli oli vegetali.

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