Validi e semplici esercizi contro la memoria che vacilla e la perdita di concentrazione 

In quest’epoca dove la tecnologia ha preso il sopravvento in moltissime attività, memoria e concentrazione risultano messe da parte.

Appuntamenti, attività che si sovrappongono, informazioni. Pare difficilissimo essere capaci di mettere tutto a memoria dato che ci sono i telefoni che lo fanno. Più l’attenzione e la memoria non vengono allenati, più il tempo passa, meno hanno forza. A mettere il carico più pesante è poi l’età. Cosa accade quindi quando ci si accorge di mancare di concentrazione, di essere distratti? E cosa si può fare per rimediare? Perché non provare dei validi e semplici esercizi contro la memoria che vacilla e la perdita di concentrazione, per rafforzare attenzione e prestazioni sul lavoro e nella vita?

Le cause della mancanza di attenzione

La perdita di concentrazione o di focus sia in attività quotidiane normali che nel lavoro può avere cause diverse. A questa disattenzione si aggiunge anche una scarsa memoria.

Alcuni fattori possono dipendere da patologie precise o dall’avanzare dell’età. Tra queste, oltre al naturale declino delle cellule cerebrali (minore attività dell’ippocampo), si annovera la menopausa (sbalzi ormonali), la comparsa di Parkinson, Alzheimer o Deficit dell’Attenzione.

Condizioni temporanee come stress, stanchezza accumulata, abuso di alcool o droghe, nuocciono a tal punto da creare gravi problemi di concentrazione. Alcune condizioni possono anche sovrapporsi. La mancanza di concentrazione genera dimenticanze, piccole amnesie, memoria a breve termine scarsa, distrazione nella lettura o nell’ascolto.

Validi e semplici esercizi contro la memoria che vacilla e la perdita di concentrazione

Oltre alla cura dell’alimentazione, unita all’attività fisica, è importante fare degli esercizi semplici che aiutino nell’allenare i muscoli dell’attenzione. Non bisogna dedicarci un tempo infinito, pochi minuti al giorno bastano. Di seguito tre esercizi molto validi e utili per rafforzare attenzione e memorizzazione.

Il primo esercizio richiede di associare a dei volti, oltre che nomi propri, anche tratti caratteristici, oggetti, cercando di collegare questi particolari tra loro. In questo modo si crea una “fotografia” mentale della persona, ma anche del contesto.

Un’altra tecnica per risvegliare l’attenzione è utilizzare la mano non dominante (la sinistra per i destri, la destra per i mancini). Così si risvegliano le sinapsi e le aree del cervello poco utilizzate. In più, sarà necessaria un’alta concentrazione mentale per scrivere o compiere azioni senza sbagliare.

L’ultimo esercizio si basa sulla creazione di mappe mentali. Prendendo una normalissima e semplice attività quotidiana si deve cercare di pensare a 10 modalità diverse per compierla. Quanti modi esistono per lavarsi la faccia o buttare la spazzatura? La risposta potrebbe sembrare banale, ma la mente può andare oltre la normalità e trovare soluzioni assurde e creative.

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