Soffrire di attacchi di mal di testa più frequenti nel cambio di stagione potrebbe essere il sintomo di questa patologia

Soffrire di mal di testa è una condizione piuttosto comune proprio perché è scatenata da molteplici fattori. Calo di zuccheri, stress fisico ed emotivo, odori intensi, alterazione del meccanismo sonno-veglia, postura scorretta e molte ore davanti agli schermi sono solo alcune delle cause.

Essendo una condizione così comune siamo portati a prendere farmaci da banco con troppa leggerezza ma in alcuni casi, che a breve vedremo, bisognerebbe consultare il medico.

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La cefalea

Il mal di testa, o cefalea, è il dolore localizzato in alcune zone della testa e del collo.

La cefalea primaria è un mal di testa che non è la conseguenza di un’altra condizione e che quindi ha causa sconosciuta. Per cefalea secondaria si intende invece una cefalea sintomo di altre patologie.

Secondo l’International Headache Society e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le cefalee primarie più comuni sono l’emicrania e la cefalea muscolo-tensiva (quello che comunemente definiamo il cerchio alla testa). Soffrire di attacchi di mal di testa più frequenti nel cambio di stagione potrebbe essere invece il sintomo di questa patologia che rientra tra le cefalee primarie e di cui si parla troppo poco spesso.

Soffrire di attacchi di mal di testa più frequenti nel cambio di stagione potrebbe essere il sintomo di questa patologia

La cefalea a grappolo, secondo Humanitas, è una patologia complessa e invalidante.

A soffrirne sono maggiormente gli uomini dopo i 20 anni di età con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni.

La cefalea a grappolo si chiama così perché si manifesta con periodi di attività (chiamati grappoli) e periodi di inattività.

Durante il grappolo si soffre di dolori molto forti localizzati in una parte del cranio che coinvolgono anche l’occhio.

Spesso si soffre anche di arrossamenti oculari, lacrimazione e naso che cola.

Ogni attacco di cefalea può durare dai 15 minuti alle 3 ore e si presenta con cadenza quasi giornaliera. Molto spesso chi soffre di questa patologia ha fino a 7-8 episodi al giorno.

Nei periodi di inattività invece non si avverte alcun sintomo e questi possono essere molto brevi oppure durare mesi. Quando il periodo di inattività è particolarmente breve si parla di cefalea cronica.

Chi soffre di questa condizione è particolarmente sensibile al cambio di stagione perché cambiano le ore di luce e di buio. Questo perché la cefalea a grappolo coinvolge l’ipotalamo che è la struttura che regola il ritmo biologico e che quindi registra il cambio notte-giorno.

La gestione di questa cefalea è molto complessa

La terapia non ha ancora cure definitive. I medici prescrivono iniezioni di antidolorifici mirati che in 10-15 minuti riescono a ridurre l’intensità dell’attacco ma non ne impediscono l’arrivo. In alcuni casi si opta per una terapia preventiva a base di litio, cortisone e antiepilettici.

Visto che è più probabile che questa patologia si manifesti durante i cambi di stagione, se proprio in questo periodo avvertiamo questi sintomi rivolgiamoci ad un medico e non abusiamo di antidolorifici da banco.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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