La riforma fiscale ridurrà l’IRPEF e aumenterà i soldi in busta paga a questi contribuenti

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Diversi banchi di prova attendono il legislatore al rientro dalle ferie. Tra questi citiamo la revisione del reddito di cittadinanza, il capitolo pensioni per il dopo Quota 100 e la riforma del Fisco.

In questa sede ci soffermeremo sulla riforma delle tasse. Un doppio problema da risolvere sarà il seguente: l’elevata evasione da un lato e la scarsa progressività delle imposte dall’altro. Cioè le tasse sul reddito non salgono in maniera costante all’aumentare del reddito.

Da anni il legislatore ha promesso di rivedere tutte le aliquote IRPEF, in particolare quelle del ceto medio (lavoratori dipendenti e pensionati). Dunque, la riforma fiscale ridurrà l’IRPEF e aumenterà i soldi in busta paga a questi contribuenti. O, per lo meno, è quanto dovrebbe avvenire stando alle dichiarazioni dei politici.

L’attuale IRPEF e i 5 scaglioni di aliquota

Per capire come potrebbe (e dovrebbe) muoversi il Parlamento, diamo uno sguardo all’attuale sistema fiscale IRPEF. Oggi ci sono 5 distinte aliquote che si applicano a 5 distinte fasce di reddito. Man mano che sale lo stipendio, sale anche l’aliquota, ma in modo meno che proporzionale. Vediamolo nei numeri:

  • 23% per i redditi fino a 15mila euro;
  • il 27% per i redditi tra 15.000,01 e i 28mila euro (l’aliquota sale di 4 punti);
  • 38% per i redditi tra 28.000,01 e i 55mila euro (l’aliquota sale di 11 punti);
  • 41% per i redditi tra 55.000,01 e i 75mila euro (l’aliquota sale di 3 punti);
  • Infine il 43% per i redditi da 75.000,01 in poi (l’aliquota sale di soli 2 punti).

Dunque, chi afferma che sia il ceto medio (il terzo scaglione) il più tartassato, lo fa con cognizione di causa. I numeri lo testimoniano nero su bianco.

La no tax area

Un altro campo d’intervento della prossima riforma, quasi sicuramente, sarà sulla c.d. “no tax area”. Si tratta di quella soglia di reddito, su cui non si applica nessuna aliquota IRPEF.

In particolare, secondo alcuni esperti, la no tax area avrà soglie più alte per i lavoratori più giovani (si parla di quelli al di sotto dei 35 anni di età).

La riforma fiscale ridurrà l’IRPEF e aumenterà i soldi in busta paga a questi contribuenti

Dunque, cosa attendersi dalla prossima riforma fiscale? In estrema sintesi, dovrebbe essere (almeno) la riforma degli scaglioni IRPEF, la no tax area e il riordino complessivo della materia. Quest’ultimo è particolarmente auspicato, visto che, allo stato attuale, il diritto tributario assomiglia più a una “selva di leggi”.

Ma altri interventi, e novità, sono attesi anche su IRAP, IVA e partite IVA. Insomma, come suol dirsi sarà un autunno caldo anche su questo fronte.

Non resta che attendere e, soprattutto, sperare che il sistema diventi meno iniquo. Gli esponenti del Governo hanno più volte promesso una riduzione delle tasse e, per questa via, un aumento indiretto dello stipendio. Avverrà? Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e daremo notizia ai nostri Lettori di tutti gli sviluppi.

L’auspicio è che alla fine paghino tutti, in base ai guadagni, e che si paghi il giusto, in base alla progressività della tassazione.

Approfondimento

Autonomi e partite IVA possono presentare domanda per l’esonero contributivo fino a 3.000 euro.

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