Se la revisione dell’auto è diventata troppo salata, basta aggiudicarsi questo bonus ma vediamo come funziona e come ottenerlo

Ad arginare il fenomeno degli aumenti per la revisione dell’auto, verificatosi già dallo scorso novembre, è intervenuta la legge di Bilancio 2022. Infatti, negli ultimi anni, si è registrato un rincaro di circa il 22% per l’effettuazione di questa spesa necessaria. Sicché, a partire dal 3 gennaio 2022, sarà possibile chiedere il rimborso per la revisione auto e rimorchi, accedendo alla piattaforma. Per seguire la procedura occorre disporre dello SPID e quindi richiedere un rimborso pari a 9,95 euro. Quindi, se la revisione dell’auto è diventata troppo salata, basta aggiudicarsi questo bonus ma vediamo come funziona e come ottenerlo.

Anzitutto una premessa. Il rincaro, con la relativa misura, erano stati previsti dal comma 705 della Legge di Bilancio 2021. Esso prevedeva il riconoscimento di un buono denominato “buono veicoli sicuri”. Ciò a compensazione dell’aumento previsto dallo stesso comma, per i 3 anni successivi alla data di entrata in vigore del decreto. In pratica il bonus annulla, per i primi 3 anni, l’incremento previsto per poi stabilizzarlo.

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Se la revisione dell’auto è diventata troppo salata, basta aggiudicarsi questo bonus ma vediamo come funziona e come ottenerlo

Per poter usufruire del bonus, occorre un unico requisito e cioè: aver effettuato la revisione dell’auto o del rimorchio dal primo novembre al 31 dicembre 2021. Al momento questa è la finestra temporale per la quale si può richiedere il rimborso, per le revisioni effettuate nel 2021. In seguito, aprirà una nuova finestra temporale per le revisioni effettuate nel 2022. Unico vincolo è che si può richiedere il bonus una sola volta e per un solo veicolo. Il tutto, come indicato, per un importo rimborsabile pari all’aumento avvenuto e cioè per euro 9,95. Chiariamo, adesso, quale è la procedura per ottenerlo.

Procedura per ottenere il rimborso

Ebbene, per chiedere il rimborso bisogna accedere al portale Bonus Veicoli Sicuri del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Per farlo, occorre possedere l’identità digitale, quindi alternativamente: lo SPID, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso, compariranno direttamente nome, cognome, codice fiscale ed email dell’intestatario del veicolo. A quel punto, bisogna inserire la targa del veicolo revisionato, per cui si richiede il rimborso e, poi, confermare. Dopo, si aprirà un ulteriore modello da compilare, dove si inseriranno i dati necessari per ricevere il pagamento.

Quindi indicheremo: IBAN, nome e cognome dell’intestatario del conto e l’indirizzo email di riferimento. Una volta inviata la domanda, si potrà controllare lo stato della pratica cliccando sul tasto “visualizza richiesta”. Sicché, il sistema indicherà lo stato, il numero della pratica e tutte le altre informazioni inserite. Quando la procedura andrà in porto, si genererà il contributo richiesto.

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