Se abbiamo conservato l’olio EVO in questo modo, potremmo doverlo buttare, anche se di ottima qualità

olio

L’olio extravergine d’oliva viene considerato un vero e proprio alimento, non un mero condimento. L’oro giallo nostrano poi, ha qualità uniche: fruttato, piccante, dal sapore intenso o leggero. Questo straordinario prodotto è ricchissimo dal punto di vista nutrizionale per la Vitamina E, i polifenoli e i minerali fra cui lo zinco. Inoltre è un elemento immancabile della Dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Se però lo conserviamo male, potremmo alternarne le qualità organolettiche ma anche nutrizionali. Inoltre la buona durata che solitamente garantisce una bottiglia di olio EVO potrebbe essere alterata da alcune condizioni di conservazione.

Se abbiamo conservato l’olio EVO in questo modo, potremmo doverlo buttare, anche se di ottima qualità

L’olio extravergine d’oliva spesso si vende in taniche da 5 litri. Queste taniche sono solitamente in latta in banda stagnata: si tratta di acciaio con un rivestimento in stagno. Il prezzo delle latte di olio è decisamente vantaggioso visto che la quantità è maggiore.

L’imballaggio può essere considerato buono poiché uno dei principi legati alla conservazione dell’olio è il seguente. Il contenitore non deve far filtrare luce. Nel caso della tanica in latta questo requisito è rispettato ma ciononostante si consiglia di travasarne il contenuto dopo l’acquisto. Una parte la verseremo in una bottiglia da mezzo litro in vetro scuro. Il rimanente può restare nella latta ma a condizione che venga subito richiuso il tappo e sia posto in un luogo fresco, asciutto e buio. Le bottiglie piccole da mezzo litro sono il formato migliore per l’olio.

Questo si spiega con il fatto che, con il formato piccolo, l’olio non incamera ossigeno aprendo e chiudendo il tappo per l’uso quotidiano. Spesso, invece, accade che l’olio sia travasato in bottiglie di vetro chiaro, tappate alla meglio e poste in cucina vicino ai fornelli. Niente di più sbagliato. Le qualità organolettiche potrebbero deteriorarsi, perdere pigmentazione e l’aroma ne risulterebbe alterato, quasi acidulo.

Perché allora in questo periodo ne troviamo tanti in bottiglia chiara al supermercato?

Questo tipo di olio è noto come olio novello. In realtà si tratta di olio nuovo, dell’ultima campagna di raccolta, che molti produttori imbottigliano senza filtrare e decantare. Questa tradizione italiana vuole che una parte di olio nuovo venga subito imbottigliata e messa in commercio. Poiché non filtrato questo olio appare torbido, dal colore verde, denso. Ecco perché si confeziona in bottiglie trasparenti. Teniamo presente che un olio non filtrato e con questo packaging dovrà essere consumato molto rapidamente. Inoltre occorre spiegare che la dicitura “Novello” potrebbe addirittura essere sanzionata ai sensi della normativa europea in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La scritta “Novello” potrebbe generare confusione sui metodi di produzione (art. 7 del regolamento comunitario 1169/2011).

Novello per l’olio significa solo nuovo, da olive appena raccolte, mentre per il Vino novello la dicitura è giustificata da un diverso iter produttivo.

Ricordiamo che l’olio non deve “invecchiare” come il vino. La durata di scaffale, la cosiddetta shelf life si aggira i 12 e i 15 mesi. Per l’olio Novello si consiglia di consumarlo entro qualche settimana e non tenerlo in bottiglie trasparenti.

Se abbiamo conservato l’olio EVO in questo modo, potremmo doverlo buttare, anche se di ottima qualità perché avrebbe perduto anche una quantità di polifenoli.

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