Quali sono i presupposti e cosa comporta l’affidamento esclusivo dei figli ad un solo genitore

Quando si assiste ad una separazione oppure ad un divorzio, o comunque alla fine di un rapporto d’amore non formalizzato, ci possono essere dei problemi legali. Infatti, oltre l’aspetto sentimentale e umano, la chiusura di una relazione può comportare grosse questioni legali ed economiche. Intanto, banalmente, riguardo le questioni economiche, abbiamo l’attribuzione dell’assegno divorzile e di quello di mantenimento. L’assegno divorzile è calcolato in base al criterio retributivo e si ha in caso di divorzio. L’assegno di mantenimento si quantifica in base al tenore di vita avuto durante il matrimonio in caso di separazione.

C’è, poi, la questione dell’attribuzione della casa familiare. La Corte di Cassazione ha di recente chiarito che quando il giudice attribuisce la casa familiare non guarda alle condizioni economiche della famiglia. Invece, è molto più attento all’interesse dei figli minori. Infatti, l’attribuzione della casa familiare serve, prima di tutto, a conservare intatto l’ambiente familiare per i figli. Dunque, il giudice attribuisce la casa familiare, normalmente, al genitore affidatario dei figli.

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I presupposti dell’affidamento

Allora, è lecito domandarsi quali sono i presupposti e cosa comporta questo affidamento esclusivo dei figli ad uno solo dei genitori. Il criterio più importante, cui il giudice guarda nell’affidare i figli in via esclusiva, è quello dell’interesse del minore. Questo criterio è così importante che la legge oggi prevede il diritto del minore ad essere sentito in tutti i procedimenti che lo riguardano.

A dire la verità il modello di affidamento che il giudice dovrebbe preferire è quello dell’affidamento condiviso. Questo perché i figli hanno diritto a godere di entrambi i genitori nello stesso modo. La fine della relazione non deve pregiudicare la crescita e l’educazione dei figli. Questo è possibile solo se il piano educativo dei figli non cambia anche a seguito della separazione o del divorzio. In tutti i casi il giudice deve perseguire l’esclusivo interesse tanto morale quanto materiale dei figli. Deve affidarli alla situazione che sia in grado di assicurare il più sereno sviluppo della loro personalità.

Quali sono i presupposti e cosa comporta l’affidamento esclusivo dei figli ad un solo genitore

A questo proposito interessante una recente ordinanza della Cassazione, numero 21054 del 2022. Si trattava del caso di due genitori con un figlio minore. Il Tribunale concedeva l’affido esclusivo del minore alla madre. Poco dopo la madre chiedeva il trasferimento, per ragioni lavorative, della residenza del figlio da una città ad un’altra. Il padre impugnava l’assenso del Tribunale al trasferimento, sostenendo che fosse un piano dell’ex partner per allontanare i figli da lui. Secondo la Cassazione anche qui, il criterio per risolvere il problema è quello del miglior interesse del figlio. Secondo i giudici, per le circostanze del caso concreto, il trasferimento di residenza era compatibile con l’interesse del minore e quindi legittimo.

Lettura consigliata

Secondo le ultime sentenze si può modificare l’importo dell’assegno divorzile in questo caso comune

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