Quali sarebbero i sintomi del fegato grasso e come potremmo curarlo

Il fegato ingrossato potrebbe non funzionare bene e creare dei fastidi. Ma potrebbe anche accadere che la steatosi non crei alcun disturbo e dunque non induca ad intervenire per migliorare la situazione. La steatosi epatica potrebbe essere alcolica o dipendere da una dieta e da uno stile di vita non adeguati. Tuttavia, prima di avere effetti nefasti, si potrebbe cercare di porre rimedio aspirando alla guarigione. Il fegato grasso in molti casi si assocerebbe ad altre patologie, come ad esempio ipertensione e diabete.

Da alcune ricerche emergerebbe che i digiuni prolungati danneggerebbero notevolmente il fegato malato di steatosi non alcolica. Oltre alla tipologia di alimenti ingeriti bisognerebbe quindi fare attenzione alle tempistiche dedicate ai pasti. Si dovrebbe evitare di digiunare per molte ore e ingerire troppe calorie tutte in una volta.

Quali sarebbero i sintomi del fegato grasso e come potremmo curarlo

I valori alti che potrebbero far temere problemi al fegato riguarderebbero la fosfatasi alcalina, la bilirubina e le trans. Naturalmente si tratta di esami da sottoporre al vaglio degli specialisti, perché solo loro potrebbero valutare i risultati e consigliare un percorso di cura.

Sottoponendoci ad ecografie o Tac, potremmo ricevere la diagnosi di steatosi focali. Si tratterebbe di alterazioni localizzate dovute solitamente ad accumuli di grasso. La steatosi potrebbe essere diffusa o focalizzata in determinati punti. La prima tipologia avrebbe come causa frequente uno scompenso metabolico. Per monitorare le lesioni focali occorrerebbe osservarne il comportamento nel tempo e le eventuali modifiche.

Le cause del fegato ingrossato, appesantito e steatosico

I principali sintomi riferiti da chi soffre di fegato grasso riguarderebbero un malessere addominale non precisato, senso di pesantezza avvertito dopo i pasti e alitosi.

La steatosi potrebbe anche non manifestare sintomi ma comportare comunque un’infiammazione dannosa per la salute. Questa patologia comparirebbe solitamente tra i 40 ed i 60 anni e nel 10% dei casi degenererebbe in danni gravi con rischio cirrosi.

Questo stato di sofferenza epatica potrebbe essere causato da una dieta troppo ricca di grassi, da un abuso di alcolici, dall’uso di alcuni farmaci, squilibri ormonali, digiuno prolungato o diabete di tipo II. Questi sono solo alcuni dei fattori che potrebbero portare a danni epatici.

Come potremmo rimediare

Abbiamo visto quali sarebbero i sintomi del fegato sofferente ed abbiamo capito che potrebbero anche non manifestarsi. Ma se i controlli medici dovessero indicare una sofferenza, potremmo agire per migliorare il nostro stato di salute ed evitare danni permanenti al fegato. Dovremmo iniziare con l’adozione di una dieta che contempli pochi grassi e zuccheri e poca carne rossa o latticini. Dovremmo invece incrementare le quantità di frutta, verdura e cereali integrali. Potremmo anche dare spazio ad un’attività fisica moderata ma costante. Il nostro medico potrebbe anche fornirci delle indicazioni utili per ristabilire un normale equilibrio epatico. Per aiutare il processo di depurazione con integratori e rimedi erboristici, gli elementi utili potrebbero essere il carciofo, la genziana, il cardo mariano e l’aglio. È consigliabile assumerli dopo aver consultato il proprio medico curante.

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Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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