Pochi sanno che questo frutto straordinario può contrastare il cancro al seno più aggressivo

Tra le malattie più diffuse nella nostra popolazione, oltre a quelle cardiovascolari, rientrano i tumori e tra quelli più diffusi, c’è il cancro al seno.  Questo tumore è il più diffuso tra le donne e, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, nel 2019, sono stati diagnosticati circa 53 mila nuovi casi. Ma grazie alla ricerca e alla prevenzione, le probabilità di guarigione sono in aumento. Tra i fattori di rischio non modificabili rientrano familiarità, età, densità del seno, esposizione agli estrogeni. Mentre tra quelli modificabili rientrano stile di vita, alimentazione e attività fisica.

Seguire un regime alimentare sano insieme ad esercizio fisico giornaliero ed effettuare controlli periodici sono regole fondamentali per la prevenzione. Infatti “Chi ha 40 anni deve fare questi controlli salvavita per non avere brutte sorprese”. Anche l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nel prevenire numerose patologie, ma pochi sanno che questo frutto straordinario può contrastare il cancro al seno più aggressivo. Infatti, quest’oggi, i consulenti di ProiezionidiBorsa illustreranno le incredibili capacità riscontrate nell’estratto di questo frutto tropicale ancora poco conosciuto. Ovvero, la guava o guaiava.

Pochi sanno che questo frutto straordinario può contrastare il cancro al seno più aggressivo

Questo frutto tropicale ha innumerevoli proprietà nutrizionali in quanto è un’importante fonte di vitamine, soprattutto vitamina C, ed ha un alto contenuto di flavonoidi. Inoltre, come descritto dai nostri consulenti “È incredibile ma questo frutto gustosissimo e poco conosciuto tiene a bada la glicemia”. Tra le sue tante qualità, si aggiunge anche quella di essere un ottimo alleato nella terapia contro il tumore.

Secondo uno studio scientifico, gli estratti di guava rossa possono diventare una terapia specifica contro le cellule di cancro al seno triplo negativo. Infatti è emerso che l’estratto di guava, in combinazione con la doxorubricina, può determinare la morte necrotica e apoptotica delle cellule di questo cancro. Uno tra i più aggressivi, perché non presenta recettori né per gli estrogeni né per il progesterone né per la proteina HER2. E ciò determina l’inutilizzo di terapie ormonali.

La ricerca dunque fa ben sperare in terapie sempre più innovative nella lotta contro il cancro. Ma tocca a noi seguire un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita corretto che non ci espongano a rischi pericolosi per la nostra salute. Oltre, ovviamente, a controlli periodici, perché una diagnosi precoce può risparmiare notevoli sofferenze e salvare la vita.

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