Pochi sanno che i pugliesi conoscono il rimedio per l’intestino pigro

In terra di Puglia e Basilicata cresce sottoterra un vero gioiello gastronomico, da molti non conosciuto o sottovalutato. Stiamo parlando del lampascione.

Quest’ultimo è un bulbo che proprio in questi giorni mette le prime foglioline fuori terra. Da maggio inizierà anche a fiorire con l’incredibile fiore viola dei “muscari comosum”.

I lampascioni vengono solitamente raccolti a fine estate e preparati in un’infinità di modi.

Il sapore è decisamente amarognolo per la presenza delle saponine. Ma se si prosegue nel gustarlo arrivano anche le note più dolci.

Questa cipolla spontanea, che cresce a 15/20 centimetri sotto il suolo, è  un vero “superfood” per le proprietà nutrizionali che possiede.

Pochi sanno che i pugliesi conoscono il rimedio per l’intestino pigro. Ossia il lampascione!

Il bulbo di questo bel fiore viola è una ricca fonte di fibra solubile grazie alle saponine e alle pectine in esso contenute. Queste fibre hanno un effetto emolliente sul tratto intestinale.

Inoltre il lampascione è composto da mucillagini che a contatto con l’acqua aumentano il proprio volume divenendo vischiose. Queste sostanze, una volta ingerite, trattenendo acqua nelle feci, stimolano la peristalsi. Ovvero il movimento intestinale.

Un vero toccasana per chi soffre di intestino pigro

Basti pensare  che nella tradizione pugliese, se si crepano i tegami in terracotta, basta strofinare metà lampascione. La mucillagine farà da collante!

Nei casi però di sindrome da colon irritabile meglio evitare di farne una scorpacciata. E ciò perché, fermentando, tali sostanze possono provocare meteorismo.

Tuttavia non è finita qui! Vediamo quali effetti può avere il lampascione, già noti agli antichi!

Sono ricchi di flavonoidi, potenti antiossidanti. E gli si riconoscono proprietà anti trombi, contrastando l’ipertensione.

Una ricerca condotta dal Dipartimento di Farmacia e Scienza della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria ha rivelato questa straordinaria scoperta. Lo studio condotto in vitro e in vivo, ha dimostrato che il lampascione svolge un’attività protettiva nei confronti dei fattori di rischio della sindrome metabolica. Ovvero obesità, diabete e ipercolesterolemia.

Una ricerca che è preludio di auspicabili studi per sostituire la terapia farmacologica anti obesità.

Meglio, invece, limitarne il consumo in caso di gravi problemi al fegato, ai reni. O in caso di ulcere.

Una volta puliti, i lampascioni vengono preparati in molti modi (in agrodolce, fritti oppure sbollentati con un filo d’olio).

Abbiamo spiegato, dunque, perché pochi sanno che i pugliesi conoscono il rimedio per l’intestino pigro!

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