Palpitazioni notturne, stanchezza e ronzii nelle orecchie potrebbero comparire insieme a patologie congenite che questo trattamento aiuterebbe a combattere

Si tratta di un rischio che corriamo a prescindere dall’età, a causa del carattere asintomatico che questo disturbo, molto diffuso in Italia, presenta. Nella maggior parte dei casi, infatti, questo male silente si sviluppa senza creare problemi. Palpitazioni notturne, stanchezza e ronzii nelle orecchie, però, sono solo alcuni sintomi che potremmo avere se la situazione di aggrava.

L’ipertensione dovrebbe essere tenuta sotto controllo anche quando il nostro stato di salute ci appare ottimo. Essere fumatori, sovrappeso, diabetici, o aver superato una certa età, sono fattori che ci devono mettere in allerta.

Anche gli episodi di aritmia non vanno trascurati. Soprattutto le patologie congenite di cui non siamo a conoscenza, sul lungo periodo, potrebbero risultare fatali.

Terapie e prevenzione

Inizialmente e in giovane età, l’ipertensione non necessita di medicinali. Una vita sana e una dieta equilibrata potrebbero bastare per il mantenimento di un buono stato di salute. Se necessario, l’intervento dei medicinali è ampiamente previsto. Si tratta di diuretici e beta-bloccanti che ci vengono prescritti singolarmente o attraverso terapie combinate stabilite per ogni singolo caso.

L’ipertensione ha una natura in parte genetica. Se i nostri genitori ne soffrivano, ci sono buone possibilità che anche noi possiamo sviluppare questo disturbo. La diffusione non marcata di queste casistiche ha portato a non organizzare screening genetici su larga scala. La prevenzione rimane, però, l’arma più efficace. Dimagrire, fare attività fisica, ridurre il sale e limitare le abitudini pericolose, aiuta a prevenire numerose patologie. Aiuterebbe anche a prevenire rischi con cui conviviamo pacificamente e che per questo motivo risultano molto insidiosi.

Le aritmie ereditarie, per esempio, sono disturbi congeniti che potrebbero presentare alta pericolosità. Riguardano organi e cellule che sono fondamentali nello stabilizzare il battito cardiaco e soprattutto in giovane età possono colpire improvvisamente diventando fatali.

Palpitazioni notturne, stanchezza e ronzii nelle orecchie potrebbero comparire insieme a patologie congenite che questo trattamento aiuterebbe a combattere

Uno degli studi più complessi riguardanti queste casistiche, ha messo in evidenza il percorso fatto dalle cellule colpite da aritmia congenita, dalla loro formazione alla maturazione. Lo scopo è stato quello di capire dove e come intervengono le alterazioni.

Attraverso l’uso delle cellule staminali e delle strumentazioni ultra moderne in dotazione ai laboratori di ricerca, è possibile effettuare una comparazione. La situazione di una persona sana e di una affetta dall’aritmia ereditaria viene classificata in base alle differenze.

Lo scopo è quello di velocizzare la ricerca, personalizzarla e scoprire nuovi trattamenti farmacologici. Verificare queste possibilità è la strada che potrebbe essere seguita da qui in avanti. La medicina rigenerativa fa sperare gli studiosi e i passi in avanti confermano le aspettative. L’augurio che tutti si fanno è che i tempi non siano lunghi come si pensa attualmente. La ricerca italiana è sempre in prima linea.

Approfondimento

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