Molti ignorano che questi elementi presenti nell’alimentazione potrebbero essere implicati in un aumentato rischio di cancro alla prostata

Parlare di cibo significa prendere in considerazione una fitta rete di conoscenze che si nascondono dietro ciascun alimento. Pensiamo alla parola “pane” e subito, per associazione, emergono significati, profumi, colori e simboli che nel loro complesso prendono il nome di cultura. Negli ultimi anni il cibo e la scienza della nutrizione sono stati centrali in numerose scoperte legate alla medicina. La scoperta del ruolo dell’intestino come secondo cervello, per esempio, ha innescato numerosi studi sulla relazione tra cibo e salute. Il ruolo emergente della flora batterica (il microbioma) in molte funzioni vitali ha aperto la possibilità di studi per nuovi farmaci in molte patologie.

In uno studio recente si è andati a indagare il ruolo del cibo sul cancro alla prostata. Già in precedenza avevamo evidenziato come la dieta possa contribuire a ridurre la tumorigenesi. Avevamo anche evidenziato che alcuni comuni alimenti possono rallentare il cancro alla prostata. Ora, i nuovi risultati sembrano promettenti. Molti ignorano che questi elementi presenti nell’alimentazione potrebbero essere implicati in un aumentato rischio di cancro alla prostata.

Il microbioma e il tumore

Gli esseri umani convivono con un vasto microbioma batterico, fungino e virale con il quale si sono coevoluti per milioni di anni. Tuttavia, alcuni mutamenti ambientali o metabolici, possono disturbare questa relazione e promuovere la malattia. Prove crescenti indicano un ruolo chiave per il microbioma batterico nella formazione di tumori. I microrganismi all’interno, adiacenti e distanti dai tumori, possono influenzare la progressione del cancro e il decorso della malattia. Sebbene la ricerca sia ancora in una fase iniziale, esiste il potenziale per sfruttare il microbioma, poiché la modulazione può aumentare l’efficacia dei trattamenti, ridurre le tossicità e prevenire la carcinogenesi.

Molti ignorano che questi elementi presenti nell’alimentazione potrebbero essere implicati in un aumentato rischio di cancro alla prostata

In un articolo pubblicato pochi giorni fa (Reichard CA et al, 2021) gli scienziati hanno scoperto che le molecole presenti in alcune diete potrebbero essere associate al cancro alla prostata. In particolare, hanno dimostrato per la prima volta che gli uomini con livelli più alti di alcuni metaboliti (colina, betaina e PAGln) sembrerebbe avere il doppio delle probabilità rispetto al controllo di ricevere negli anni successivi una diagnosi di tumore alla prostata.

La colina e la betaina sono abbondanti in carni rosse, latticini e uova; la PAGln è un metabolita prodotto dai batteri dell’intestino durante la degradazione di una molecola presente in carne, fagioli e soia. La molecola degradata si chiama fenilalanina.

Questi risultati necessitano di conferme da studi su più ampia scala, ma rappresentano comunque un avanzamento per la diagnosi precoce ed il successivo trattamento del cancro alla prostata.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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