L’insostenibile leggerezza della patrimoniale

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Alcuni giorni fa due deputati di due partiti che sostengono il Governo, hanno presentato un emendamento alla Legge di Bilancio. L’emendamento propone l’introduzione di una patrimoniale sulla ricchezza netta delle persone con una aliquota variabile a seconda del valore del patrimonio da tassare.

E’ utile fare alcune considerazioni sul merito della proposta e sulla possibilità che possa raggiungere il proposito che si pone.

Il debito italiano sta esplodendo e rischia di andare fuori controllo

Il MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso pubblico il dato del fabbisogno italiano nei primi 11 mesi dell’anno. Lo Stato italiano da gennaio a oggi ha speso quasi 155 miliardi di euro, 105 in più del fabbisogno dei primi 11 mesi del 2019. Al di là di come questi siano stati impiegati, rimane il problema di una spesa che oramai sembra fuori controllo.

A questi 100 miliardi si devono aggiungere quelli arrivati dalla Unione Europea, sotto forma di SURE, e i circa 130 che arriveranno grazie al Recovery Plan (se mai arriveranno).

Questi soldi (circa 250 miliardi) andranno restituiti, magari in 20, 30, o 50 anni, ma andranno restituiti. Sono invece a fondo perduto altri 81 miliardi destinati all’Italia e previsti nel Recovery Plan.

L’insostenibile leggerezza della patrimoniale

E’ chiaro che si pone il problema di come restituirli. Se l’obiettivo della patrimoniale proposta dai due esponenti del Governo volesse avere questo obiettivo, sarebbe una impresa ai limiti dell’impossibile. Spieghiamo il motivo del nostro scetticismo.

La eventuale patrimoniale per come è stata presentata (ben illustrata in questo ottimo articolo), dovrebbe portare nelle intenzioni dei proponenti, 18 miliardi l’anno.

Quando scriviamo dell’insostenibile leggerezza della patrimoniale, stiamo facendo riferimento alla proposta sopra illustrata. Partiamo dalla distribuzione della ricchezza in Italia, rifacendoci alla indagine sui bilanci della famiglie italiane di Bankitalia.

Analizzando quei numeri si comprende che ottenere 18 miliardi sia matematicamente molto difficile. Quei dati rivelano che una imposizione sulla ricchezza così pensata, porterebbe un ritorno fiscale molto minore.

Una patrimoniale, ma non come quella concepita, avrebbe invece una logica se venisse utilizzata per una redistribuzione della ricchezza. Anche in relazione alla forte sperequazione che questi mesi di emergenza Covid hanno creato nel nostro sistema socio-economico.

Le strada da battere è quelle di una riforma fiscale complessiva

Soprattutto, sarebbe utile se sfruttata per una ricchezza da creare con gli oltre 300 miliardi che saranno utilizzati dal Governo.  Il nostro Paese non ha bisogno di patrimoniali, ma di un sistema fiscale più equo.

Si dovrebbe lavorare alla costantemente invocata riforma fiscale, ma di cui si sono perse le tracce.  Con una vera e equa riforma fiscale, e un impiego efficace dei 320 miliardi di debito, questo Paese accrescerà ricchezza e benessere. E sarà capace di ripagare i debiti fatti.

Questa, in sintesi, l’insostenibile leggerezza della patrimoniale. Il resto è demagogia.

Approfondimento

Abbiamo parlato nell’articolo della insostenibile leggerezza della patrimoniale. Ma questo pericolo è maggiore di quello di una patrimoniale e dovrebbero temerlo tutti i risparmiatori

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