L’INPS avvisa che potranno arrivare sanzioni anche pesanti per chi non ha effettuato questi pagamenti

Sul finire dell’anno oltre a sorprese positive, l’INPS riserva anche delle brutte sorprese per chi non è stato abbastanza diligente. Infatti, a tal proposito, arrivano sanzioni salatissime dall’INPS fino a 50.000 euro per chi ha non ha fatto questi versamenti.

Ma le amare sorprese non si esauriscono qui. Infatti, con il messaggio n. 4637 del 23 dicembre 2021, l’INPS avvisa che potranno arrivare sanzioni anche pesanti per chi non ha effettuato questi pagamenti. In particolare l’Ente ha comunicato di aver concluso le operazioni di elaborazione e d’invio delle situazioni debitorie delle aziende che non hanno versato i contributi. Tali inviti bonari sono diretti alle aziende committenti pubbliche e private. Il riferimento è al mancato pagamento dei contributi per il 2020 e negli anni precedenti, per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

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Pertanto, l’INPS ha avvisato i committenti che hanno denunciato tramite il flusso Uniemens il pagamento dei compensi per tali lavoratori senza versare i contributi. Contributi che ancora non risultano prescritti. Inoltre, questi inviti, inoltrati tramite PEC e visualizzabili nel Cassetto previdenziale, hanno il potere interruttivo dei termini prescrizionali dell’omesso pagamento e di eventuali sanzioni accessorie. Agli intermediari o delegati invece verrà inviata una comunicazione contenente l’indicazione del codice fiscale dell’azienda interessata.

L’INPS avvisa che potranno arrivare sanzioni anche pesanti per chi non ha effettuato questi pagamenti

La comunicazione di debito effettuata dall’INPS è propedeutica alle fasi successive, ovvero a quelle relative al recupero mediante l’Avviso di Addebito. Pertanto le aziende committenti e i loro intermediari che hanno ricevuto la PEC o la comunicazione di debito dovranno inviare con urgenza i flussi di correzione. In tal modo infatti, eviteranno il successivo Avviso di Addebito.

Inoltre il committente, in ipotesi di errato campo chiave, ad esempio un errore dell’aliquota o dell’anno, dovrà inviare prima il flusso di cancellazione dell’errata denuncia. Subito dopo il nuovo flusso corretto. Mentre qualora la modifica riguardi solo l’importo imponibile, basterà il solo invio della denuncia con l’imponibile corretto.

Per verificare la propria situazione debitoria i committenti o i delegati potranno accedere sul sito dell’INPS al “Cassetto Previdenziale per i Committenti della Gestione Separata”.

Inoltre anche le Strutture territoriali potranno verificare la comunicazione inoltrata a ciascun committente e seguire tutto il suo procedimento. In particolare potranno verificare la data di lettura di comunicazione e la data di notifica della PEC e il soggetto che ha letto la comunicazione.

Pertanto le aziende o delegati che riceveranno la PEC o la comunicazione dovranno affrettarsi per non incorrere anche in ulteriori sanzioni.

Approfondimento

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