Il caro bollette nelle RSA e gli eventuali rischi per la salute degli anziani

anziani

In questo periodo, una delle maggiori preoccupazioni di famiglie e imprese è sicuramente il caro energia e l’aumento delle bollette. Le cause principali di questo rincaro dei prezzi, come ben sappiamo, sono diverse e non andrebbero attribuite soltanto allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Certo, il conflitto sta avendo delle pesanti conseguenze sulle forniture di gas, ma l’instabilità dei prezzi è dovuta anche ad altri fattori antecedenti. Uno su tutti, lo squilibrio tra domanda e offerta causato dai vari lockdown, a seguito della pandemia da Covid 19.

Per contrastare il caro bollette, il governo Draghi, in questi mesi, ha introdotto alcuni Bonus destinati ad aziende e famiglie in difficoltà. Tuttavia, la situazione è ancora molto instabile e parecchie persone, complice anche l’aumento dell’inflazione, non stanno riuscendo a sostenere le spese. Da alcune indagini, infatti, pare che circa 4,7 milioni di italiani negli ultimi 9 mesi non siano stati in grado di pagare le bollette di luce e gas.

Il caro bollette nelle RSA sta mettendo in ginocchio parecchie strutture

In questo scenario, preoccupa molto anche la situazione delle RSA, che stanno attraversando un periodo di fortissima precarietà. Dopo le difficoltà legate alla gestione della pandemia, infatti, il caro energia sta affossando ulteriormente queste strutture che sono notoriamente molto energivore.

Per sostenere i costi della luce e del gas, che in generale sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, son aumentate anche le rette mensili. Alcune famiglie, quindi, hanno visto lievitare le rette anche di 500 euro al mese, fino a picchi di oltre 1.000 euro.

Ad oggi, non si hanno ancora notizie certe riguardo eventuali sostegni da parte dello Stato per sopperire a questa emergenza. Nonostante i vari proclami, infatti, si parla soltanto di un probabile aiuto parziale sulle spesse delle bollette, ma non c’è ancora niente di ufficiale.

Perché gli anziani soffrirebbero maggiormente il freddo?

Il caro bollette nelle RSA, quindi, sarà uno dei tanti problemi che la politica dovrà gestire e risolvere in queste settimane. La questione, infatti, è ancora più urgente se si pensa che, a pagarne nuovamente le conseguenze, potrebbero essere ancora una volta gli anziani. Questi ultimi, infatti, soffrirebbero il freddo più di chiunque altro e, con l’avvicinarsi dell’inverno, i rischi per la loro salute potrebbero aumentare. Ma perché gli anziani, in generale, hanno una percezione così acuta del freddo? Le ragioni potrebbero essere diverse.

Innanzitutto, bisognerebbe considerare la massa muscolare degli anziani che, in proporzione a quella dei giovani, risulterebbe minore. Solo questo fatto sarebbe sufficiente per spiegare il fenomeno, perché la massa muscolare, di fatto, produce calore. Inoltre, con il passare degli anni, anche la cute tenderebbe ad assottigliarsi, aumentando così la dispersione termica da parte dell’organismo.

Il potenziale rischio di ipotermia negli anziani

Un altro aspetto da considerare è il freddo stesso, che non solo avrebbe un’azione vasocostringente, ma potrebbe provocare una serie di problematiche a livello circolatorio. Ad esempio, potrebbe:

  • aumentare la pressione arteriosa, che sarebbe tuttavia gestibile attraverso una modulazione delle terapie;
  • aumentare il valore del fibrinogeno, una proteina sintetizzata dal fegato, che avrebbe un ruolo cruciale nei processi di coagulazione;
  • incrementare la viscosità e lo spessore del sangue, aumentando del 23% il rischio di ictus e infarti.

Attenzione anche alle temperature interne delle abitazioni

In questo contesto, gli anziani (assieme ad altri soggetti fragili, allettati o cardiopatici) andrebbero protetti dal freddo anche all’interno delle abitazioni. Le temperature ambientali, innanzitutto, dovrebbero essere impostate in un range compreso tra i 20 e i 23 gradi. Inoltre, si consigliata di:

  • coprirli in maniera più pesante, magari anche con delle coperte, specie nelle giornate più rigide;
  • usare degli umidificatori, per non rendere l’aria di casa troppo secca;
  • effettuare il richiamo del vaccino antinfluenzale, considerando anche la possibilità di una co-somministrazione con il vaccino anti covid.
Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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