Ecco quando preoccuparsi dei primi 3 segni di demenza già dai 40 anni

Le demenze rappresentano una forma di malattia neurodegenerativa che colpiscono un ampio numero della popolazione. Alcune particolari forme, a differenza della malattia di Alzheimer, possono avere un esordio relativamente precoce e manifestare i primi sintomi. È il caso, ad esempio, della demenza frontotemporale che presenta particolari caratteristiche e si distingue per alcune particolarità. Ecco quando preoccuparsi dei primi 3 segni di demenza già dai 40 anni.

Che cos’è e come si manifesta la demenza frontotemporale

Quando si parla di demenza si fa riferimento ad un generale deterioramento della sfera cognitiva di tipo irreversibile. La demenza frontotemporale, detta anche malattia di Pick, come indica il termine colpisce determinate aree del cervello, ossia i lobi frontali e temporali. Sebbene la demenza non si possa curare, un fondamentale ruolo lo gioca la prevenzione. In un precedente articolo abbiamo mostrato “Le 3 strategie per ossigenare il cervello e conservare una mente sana e forte”. In un ulteriore contenuto abbiamo illustrato uno studio scientifico che spiega quale attività giornaliera è fondamentale per un cervello sempre giovane. I dettagli nell’articolo “Incredibile come il cervello possa eliminare le sostanze tossiche se si svolge adeguatamente questa azione quotidiana”.

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Generalmente, la demenza frontotemporale si può manifestare in età piuttosto precoce, ossia tra i 40 e 65 anni. In questo caso avviene un deterioramento progressivo delle cellule dei lobi frontali e temporali nelle quali si formano degli aggregati proteici anomali. Una componente genetica può avere un peso importante sull’insorgenza della malattia e l’insorgenza determina profondi cambiamenti nella persona.

Ecco quando preoccuparsi dei primi 3 segni di demenza già dai 40 anni

Un primo segnale che è possibile cogliere di demenza frontotemporale riguarda i disturbi del linguaggio. La persona affetta da demenza frontotemporale potrebbe manifestare una riduzione dell’eloquio, balbuzie o ripetizione delle parole altrui. Si potrebbero registrare anche delle difficoltà nella lettura o nel seguire una conversazione. Nella prima fase di esordio generalmente la persona conserva un buon orientamento nel tempo e una buona conservazione della memoria. Deficit simili potrebbero presentarsi in stadi più avanzati.

Nel caso in cui siano le aree frontali ad essere più colpite, si verificano invece modificazioni del comportamento nella sfera sociale e della personalità. Il soggetto tende a perdere alcune inibizioni sociali e a diventare più impulsivo. Inoltre, potrebbe mostrare una scarsa cura dell’igiene personale e una scarsa capacità di empatia con altre persone con comportamenti tendenzialmente egoistici.

In alcune circostanze si registrano delle modificazioni nelle preferenze alimentari. Il soggetto potrebbe mostrarsi più goloso del solito ed avere comportamenti inadeguati a tavola.

Mantenere in forma il cervello è possibile anche attraverso l’alimentazione ed alcuni suggerimenti li abbiamo forniti nell’articolo consultabile qui.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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