Ecco cosa dovremmo mangiare in vacanza all’estero per rimanere leggeri e ridurre il rischio di intossicazioni e problemi intestinali

diarrea

L’estate 2022 sancisce la ripartenza ufficiale del turismo mondiale e dei viaggi all’estero. Le restrizioni per il Covid stanno sparendo in quasi tutti i paesi e molti ne stanno approfittando per visitare mete esotiche e paradisi terrestri. Quando visitiamo questi luoghi lontanissimi, però, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Uno dei peggiori in assoluto sono le intossicazioni alimentari. E se non vogliamo passare le ferie in bagno ecco cosa dovremmo mangiare in vacanza all’estero. Ma soprattutto cosa evitare per ridurre il rischio di intossicazioni.

Attenzione a carne, uova e pesce

Esistono alcuni cibi che andrebbero evitati durante la stagione calda per non appesantirsi troppo e non rischiare la disidratazione. Un consiglio valido anche se andiamo all’estero, soprattutto in luoghi dal clima torrido o subtropicale.

Per questo motivo dovremmo fare ancora più attenzione alle classiche norme igieniche. Ovvero bere soltanto da contenitori sigillati, lavarsi le mani ancora più spesso ed evitare i venditori di cibo ambulanti.

Oltre a queste norme di base dobbiamo stare attenti ad alcuni alimenti particolarmente esposti al rischio contaminazione. Stiamo parlando della carne, delle uova, dei molluschi e pesci. Mai mangiarli crudi. E controlliamo, se possibile, anche la cottura.

Attenzione anche a frutta e verdura. Se non hanno un bell’aspetto meglio lasciar perdere.

Ecco cosa dovremmo mangiare in vacanza all’estero per rimanere leggeri e ridurre il rischio di intossicazioni e problemi intestinali

Quando viaggiamo all’estero dobbiamo prestare particolare attenzione anche alle bevande. L’acqua e il latte potrebbero rivelarsi i più pericolosi in assoluto. In questo caso ridurre i rischi è molto semplice. Beviamo soltanto acqua in bottiglia ed evitiamo fontane e simili. Da scartare anche acqua del rubinetto e cubetti di ghiaccio di dubbia provenienza. Per quanto riguarda il latte, invece, procediamo sempre con la bollitura.

Il rischio più grande che possiamo correre all’estero è quello della temuta “diarrea del viaggiatore”. Una patologia decisamente fastidiosa causata proprio da batteri che proliferano in condizioni di scarsa igiene.

E se purtroppo incappiamo in questo problema non disperiamo. Il modo migliore per ridurre la portata dei sintomi è quello di reintegrare i liquidi persi tramite acqua e bevande ricche di sali minerali. Solitamente la situazione tende a migliorare in un paio di giorni. In caso contrario, e se i problemi intestinali si accompagnano a febbre e vomito, è sempre bene rivolgersi al medico.

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