Ecco come fare l’idromele in casa come dei veri celti e vichinghi

Se l’ambrosia è il nettare degli dei, l’idromele è quello dei guerrieri protagonisti di tante avventure ambientate nel medioevo ma non solo. Conosciuto nei Paesi di lingua inglese come mead, l’idromele è ancora più antico della birra. E altrettanto diffuso. Non era solo bevuto dai popoli nordici ma ve ne sono tracce anche nell’Antico Egitto. Oggi sono sempre di più le botteghe che producono e vendono idromele. Chi vuole vivere secondo la tradizione può però preparare questa bevanda in casa. Ecco come fare l’idromele in casa come dei veri celti e vichinghi.

Sfatiamo subito un mito

Iniziamo dagli ingredienti: miele, acqua, lievito… Miele? Ebbene sì, nel nostro Paese sono ancora in tanti a confondere l’idromele con il sidro. Il sidro, infatti, è una bevanda alcolica a base di mele, ma diffusa anche a base di pere e altri frutti. L’idromele è invece a base di miele. Questa incomprensione ha una base linguistica. Il nome idromele deriva infatti dal greco hydor, cioè acqua, e meli, cioè miele. L’assonanza tra la parola greca per miele e l’italiano mela, che in greco antico è milon, porta spesso i meno esperti a confondersi. Molti finiscono quindi col comprare idromele aspettandosi il sidro per poi trovarsi a bere un bevanda molto più dolce e corposa. Non meno buona però! Ora che ogni confusione è stata eliminata, passiamo alla ricetta.

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Ecco come fare l’idromele in casa come dei veri celti e vichinghi

Come già accennato in precedenza, la ricetta per fare l’idromele in casa prevedere tre ingredienti principali. Questi sono miele, acqua e lievito. Possono essere poi aggiunte a piacere spezie o pezzi di frutta. Ecco come preparare l’idromele in casa. Come prima cosa bisogna sterilizzare tutti gli strumenti per evitare contaminazioni batteriche. Dopodiché bisogna far pastorizzare circa 2 kg ci miele in 3 lt d’acqua a 65/80 gradi. Quando questo composto si è raffreddato, aggiungere lo lievito e altri due litri d’acqua. A questo punto l’idromele va travasato dentro un fermentatore o un contenitore apposito.

L’idromele va lasciato fermentare per almeno tre settimane a circa 20 gradi. Alla fine di questa fase l’idromele può essere versato in sifoni o bottigliette e lasciato invecchiare per qualche mese. Attenzione, anche questa ultima fase è delicata. Le bottiglie devono infatti essere molto piene perché l’idromele deve entrare in contatto con meno ossigeno possibile. Alla fine di questo procedimento l’idromele sarà pronto per essere bevuto o per essere lasciato ulteriormente a invecchiare.

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