Ecco come difendersi dal morso delle zecche e come intervenire per rimuoverle evitando gravi conseguenze per la salute

Il caldo è arrivato improvvisamente e in anticipo e ha portato con sé inevitabilmente tanti insetti che riempiono le nostre case e invadono gli spazi esterni. Le variazioni climatiche degli ultimi anni, con inverni miti e aumento delle temperature, ne hanno favorito il proliferare, soprattutto di alcune specie. Già in primavera l’Agenzia europea per il controllo e la prevenzione delle malattie aveva segnalato l’enorme diffusione delle zecche in tutto lo spazio UE. Ora anche in Italia è allarme zecche, per l’anomala presenza di questo parassita e per le malattie, che il suo morso potrebbe causare.

Le malattie trasmissibili

Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi muniti di un apparto boccale in grado di mordere e succhiare il sangue delle vittime. Hanno aspetto tondeggiante e una dimensione che varia da pochi millimetri a un centimetro circa. In Italia sono diffuse 36 specie di zecche raggruppate in 7 generi. In primavera e in estate soprattutto, questi parassiti vanno alla ricerca di un ospite da attaccare. Di per sé il morso della zecca non è pericoloso ma può trasmettere diverse malattie. L’Istituto Superiore di Sanità segnala le patologie più comuni a cui si potrebbe andare incontro. L’encefalite da zecca, la malattia di Lyme, la tularemia, la meningoencefalite da zecca, la rickettsiosi, la febbre ricorrente da zecca e l’ehrlichiosi.

Ecco come difendersi dal morso delle zecche e come intervenire per rimuoverle evitando gravi conseguenze per la salute

Come intervenire in seguito al morso di una zecca? Può capitare di non accorgersi della puntura perché è indolore. Le zecche infatti inoculano nella vittima delle sostanze anestetizzanti. Successivamente restano attaccate all’ospite da 2 a 7 giorni e poi cadono.

L’ISS raccomanda di intervenire prontamente per evitare che la saliva passi nel sangue. Per staccare la zecca dal corpo non bisogna usare sostanze come la vaselina, il petrolio o l’olio di oliva. Con delle pinzette come quelle delle sopracciglia, opportunamente disinfettate, bisogna afferrare la zecca cercando di non romperla e tirarla con un leggero movimento rotatorio. Se la zecca dovesse rompersi non bisogna preoccuparsi perché la parte che rimane attaccata alla pelle si staccherà da sola nei giorni successivi. Poi bisogna disinfettare la zona interessata senza usare disinfettanti colorati. Gli esperti consigliano anche di tenere sotto osservazione la zona interessata per circa 30 giorni per controllare l’eventuale presenza di macchie rossastre. In ogni caso consigliano di consultare il proprio medico curante.

Come prevenire il morso della zecca?

Ecco come difendersi dal morso delle zecche grazie ai consigli degli esperti. Tra gli altri troviamo quello di indossare abiti chiari durante le passeggiate in montagna o nei prati, per poter individuare prontamente la presenza del parassita. Inoltre proteggere il corpo preferendo maniche e pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Infine usare spray repellenti anche se non garantiscono una copertura completa.

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