Come salvare il rosmarino secco ingiallito e come coglierlo e conservarlo

Il rosmarino è una pianta portentosa che trova impiego in molteplici funzioni a partire dalla cucina. Il rosmarino infatti appartiene alle cosiddette piante aromatiche, di cui fanno parte basilico, salvia, timo, maggiorana e altre. Ma oltre che su arrosti e bistecche, il rosmarino vanta delle curiose proprietà estetiche come ad esempio l’impiego per la crescita dei capelli. Inoltre grazie al suo inconfondibile aroma, il rosmarino può essere usato per profumare la casa oltre ai cassetti o alle scarpe. Ulteriore pregio del rosmarino è quello di essere facile da coltivare, oltre ad essere altamente decorativo.

Che sia in piccoli vasetti o coltivato in grandi siepi, nella sua semplicità il rosmarino riesce a conferire un tono elegante ai nostri spazi. Tuttavia nonostante le poche accortezze necessarie, non sempre il rosmarino cresce come dovrebbe e in alcuni casi secca ed ingiallisce. Prima che sia troppo tardi, vediamo come salvare il rosmarino secco ingiallito vedendo anche le giuste modalità di raccolta e conservazione.

Accorgimenti fondamentali

Come già abbiamo detto il rosmarino non ha bisogno di particolare attenzione, ma alcune sono proprio indispensabili. Innanzitutto se vediamo che foglie e rami sono secchi e ingialliti dovremo verificare se la pianta è morta o meno. Per farlo dovremo grattare la corteccia esterna vedere se c’è ancora una parte verde sotto di essa. Se il fusto è completamente secco non ci sono buone notizie. Ancor più attendibile è l’analisi delle radici. Se queste sono secche, dure e si spezzano facilmente invece di essere toniche e flessibili, con buona probabilità la pianta è morta.

Ma se invece ci fosse ancora parte verde nel fusto e le radici fossero in buone condizioni possiamo ancora salvare la pianta benché secca e ingiallita. Primo passaggio sarà quello di esporre il rosmarino al Sole, che questa pianta ama particolarmente. Discorso diverso invece va fatto per l’acqua. Quando il rosmarino è secco evitiamo di inondarlo di acqua ma, semmai, facciamo una breve irrigazione.

Come salvare il rosmarino secco ingiallito e come coglierlo e conservarlo

Infatti il rosmarino non ha particolare bisogno di acqua. Nel periodo invernale sono sufficienti le piogge mentre in estete bastano un paio di irrigazioni a settimana.

Anche il terreno è importante e se le foglie imbruniscono prima della caduta la causa potrebbe essere proprio questa. Se il terreno fosse troppo poco drenante possiamo arricchirlo con della sabbia. Infine occhio anche ai parassiti tra cui il più temibile è il nematode, piccolo verme bruno che attacca le radici.

Infine ricordiamo di cogliere il rosmarino nel modo giusto per non causare traumi alla pianta. Meglio scegliere germogli nuovi e non tagliare la parte più legnosa del fusto e dunque orientarci verso le nuove infiorescenze laterali.

Una volta colto il rosmarino può essere congelato e durare anche 6 mesi, messo in un fazzoletto umido e riposto in frigo oppure conservato in olio d’oliva per un delizioso olio aromatico.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo i comportamenti dei nostri lettori nei confronti di utensili presenti in casa o in giardino. Per questo motivo si raccomanda di utilizzare la massima cautela ed attenzione con attrezzi per la casa e il giardino per evitare di creare spiacevoli incidenti. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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