Chi ha investito migliaia di euro in BTP ha 2 belle e 2 brutte notizie da cui dipenderanno guadagni e perdite

Dopo le recenti dichiarazioni dal Presidente BCE, Christine Lagarde, facciamo brevemente il punto sull’attuale stato di salute delle obbligazioni di Stato.

In particolare vedremo perché chi ha investito migliaia di euro in BTP ha 2 belle e 2 brutte notizie da cui dipenderanno guadagni e perdite future.

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La 1° delle due brutte notizie provenienti dal mercato

La prima non poteva che essere l’inflazione e soprattutto il suo recente trend ascendente. A maggio l’Istat l’ha stimata pari all’1,3% e si tratta di uno shock se paragonata rispetto al dato medio del 2019.

L’anno scorso, infatti, era sufficiente anche un rendimento con interesse non esaltante per registrare comunque un guadano. Poiché l’inflazione è stata per larghi tratti negativa, il risultato finale era un rendimento reale quasi sempre positivo.

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Oggi invece lo scenario è quasi diametralmente invertito e spuntare rendimenti reali positivi non è semplice.

La seconda tegola di chi ha investito migliaia di euro in BTP

L’altro boccone amaro rimanda alle quotazioni di mercato sul MOT, da alcuni mesi in discesa rispetto ai picchi di dicembre-febbraio scorso. Parimenti vero è che nelle ultime sedute questi valori si sono ripresi: ma è una risalita a tempo o duratura?

In realtà il discorso sulle quotazioni di mercato è del tipo “agrodolce”. Se scende il prezzo di mercato aumenta il rendimento e quindi i titoli diventano più remunerativi. Ma per chi ha comprato a prezzi elevati o comunque nell’intento di speculare sui prezzi, qual è oggi la migliore strategia operativa?

I problemi maggiori sorgono per i titoli a lunga scadenza, i più sensibili ai movimenti dei tassi d’interesse. E il mercato si aspetta prima o poi un intervento al riguardo da parte delle Banche centrali, teso a raffreddare l’inflazione.

Vediamo perché chi ha investito migliaia di euro in BTP ha 2 belle e 2 brutte notizie da cui dipenderanno guadagni e perdite future

Passiamo ora a segnalare un paio di buone news. In alcuni Stati UE il rialzo del costo della vita ha determinato una situazione ancora più preoccupante (a livello Eurozona l’inflazione è attesa all’1,9% per il 2021).

Il riferimento è agli Stati sovrani con rating migliore di quello dell’Italia e che stanno facendo i conti con un tasso d’inflazione più alto del nostro. In tali casi, infatti, il rendimento reale sui loro bond è decisamente negativo.

Scatta allora la convenienza a comprare titoli di Stato esteri a rendimenti reali neutri (ossia prossimi allo zero) o ancora positivi. E al riguardo i bond sovrani italiani risultano essere ancora interessanti. Quindi la loro domanda cresce e crescono anche i prezzi sul secondario.

Infine l’altra buona news rimanda alla BCE. Giusto ieri, infatti, l’Istituto centrale ha lasciato il tasso principale fermo a zero e confermato che “una stretta [del PEPP] sarebbe prematura e creerebbe dei rischi”. Come a dire che nei mesi a venire non mancherà un acquirente forte di titoli di Stato (anche) italiani.

Approfondimento

Attenzione a quest’incubo per chi ha BTP e titoli di Stato in portafoglio e 3 valide strategie per non perdere soldi.

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