Anche ai lavoratori con queste forme di diabete spettano assegni d’invalidità INPS senza limiti di reddito

Continua ad aumentare costantemente il numero di soggetti che sviluppano malattie diabetiche. E fra i diversi fattori che scatenano questa patologia cronica vi è di sicuro un’alimentazione ipercalorica che porta ad assumere una quantità notevole di zuccheri. In alcuni casi le complicanze del diabete sono tali da ridurre notevolmente il grado di autonomia del paziente. Ciò rende spesso necessario sottoporsi a visite specialiste o di semplice controllo. Pertanto, il paziente diabetico potrebbe aver necessità di assentarsi dal lavoro per rispondere a specifici bisogni di cura. A tal proposito abbiamo già suggerito come ottenere dall’INPS il riconoscimento della Legge 104 per chi soffre di diabete. Per poter beneficiare di permessi retribuiti e di altre agevolazioni fiscali occorre ottenere il riconoscimento della condizione di invalidità.

In particolare, spetta alla Commissione legale dell’Ente previdenziale stabilire il grado di compromissione derivante dalla patologia. A seconda della gravità della malattia cronica, si ottengono percentuali più o meno alte di invalidità. Ciò perché si valuta in quale misura la malattia invalidante limita il soggetto nella vita quotidiana, sociale e professionale. Non a caso, anche ai lavoratori con queste forme di diabete spettano assegni di invalidità INPS senza limiti di reddito. E in aggiunta a ciò vi è l’opportunità per alcuni diabetici di richiedere 2 mesi di contributi gratis all’anno e pensione in anticipo. Vi sono inoltre manifestazioni cliniche della patologia diabetica talmente gravi per cui i medici legali riconoscono il 100% di invalidità. In questi casi il paziente diabetico matura il diritto al trattamento pensionistico. A tal fine potrebbe tornare utile  ricordare con quale tipo di diabete si ha diritto alla pensione di invalidità.

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Anche ai lavoratori con queste forme di diabete spettano assegni d’invalidità INPS senza limiti di reddito

Il paziente diabetico che presenta una riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo ha diritto all’assegno ordinario di invalidità. Per beneficiare di tale trattamento il richiedente deve inoltre possedere almeno 5 anni di anzianità contributiva. Conviene sottolineare che tale assegno è diverso dall’assegno d’invalidità civile che spetta invece a chi non svolge attività lavorativa.

Ricordiamo, infatti, che nel messaggio 3495/2021 l’INPS ha chiarito che solo chi non lavora ha diritto alle prestazioni economiche dell’assegno d’invalidità civile. Diverso il caso dei lavoratori affetti da malattie diabetiche che invece possono fruire per 3 anni dell’erogazione dell’assegno ordinario di invalidità. Non sono previsti limiti reddituali per accedere a tale misura, ma l’importo delle spettanze si riduce in riferimento ai redditi da lavoro che si percepiscono.

Vi sono alcuni tipi di diabete cui la Commissione INPS riconosce una percentuale d’invalidità superiore al 74% e che conferiscono diritto all’assegno triennale. Fra queste rientrano le forme di diabete mellito in mediocre scompenso con complicanze di grado moderato.

Alle complicanze renali, oculari, neurologiche e circolatorie periferiche i medici legali assegnano infatti una percentuale d’invalidità pari all’80%. Lievemente più alta e pari al 90% è invece la percentuale relativa al diabete mellito scompensato anch’esso con complicanze di grado moderato. Dunque, anche ai lavoratori con queste forme di diabete spettano assegni d’invalidità INPS senza limiti di reddito.

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