Tutti vogliono l’India, dall’Italia alla Russia è caccia alla Repubblica ricca di carbone che acquista petrolio dal Cremlino

Pur di ingraziarsi la simpatia dell’India, nella recente visita la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Nuova Delhi ha detto che la guerra in Ucraina avrà ripercussioni anche nella regione indopacifica. Ma il Premier Narendra Modi non fa una piega e rimane neutrale. Ritiene che la faccenda del conflitto sia una questione tutta europea. Intanto l’Europa cerca di tirare per la giacca l’area soprattutto per via della liaison con la Russia. Ma i tentativi ci sembrano vani.

I rapporti con l’Est

Dopo che lo zar ha capito che con l’UE i contratti per le forniture di materie prime sono a tempo determinato, ha puntato all’India. E non è il solo, infatti tutti vogliono l’India, dall’Italia alla Russia. Putin ha visto giusto perché la vasta Nazione dell’Asia Meridionale ha bisogno di petrolio soprattutto per far fronte alle roventi temperature e alla necessità di condizionatori. Non a caso sta negoziando per l’acquisto di circa 20 milioni di barili di greggio russo a prezzi che fanno invidia.

Tutti vogliono l’India, dall’Italia alla Russia è caccia alla Repubblica ricca di carbone che acquista petrolio dal Cremlino

In questi giorni tocca all’Italia per mezzo del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. È in corso infatti l’India-tour da parte del capo del dicastero. Sul tavolo i delicati temi della transizione energetica e la mobilità sostenibile. Forse nella fase di passaggio, un po’ di carbone potrebbe servirci. Ma tra le varie tappe, quella che ci pare più interessante in termini di accordi è il colloquio con il Ministro del Commercio e dell’Industria Goyal.

Di particolare interesse è il cosiddetto «Make in India». Si tratta di un piano che punta a «rafforzare il settore manifatturiero indiano, aprendolo a forme di collaborazione industriale con imprese straniere». Visto che con la Cina, non si sa come va a finire in termini di manifattura e molto altro. L’India a quanto pare dalla guerra tutta europea, paradossalmente ha solo da guadagnarci. Tutti la cercano e sigla accordi commerciali con l’uno e l’altro tenendosi fuori da un coinvolgimento diretto nel conflitto. Una responsabilità e un affare.

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