Tutte le paure e i timori di una terza ondata Covid a Natale o all’inizio del 2021

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In seguito al lockdown dello scorso mese di marzo i contagi da Covid-19 in Italia sembravano crollati fino a sperare in una fine della pandemia. Ora, invece, il nostro Paese, e non è il solo, si trova a fare i conti con una nuova ondata di coronavirus. Una seconda terribile ondata di contagi che ha di nuovo costretto il Governo italiano ad imporre nuove restrizioni su base regionale.

E già si vocifera che, per far scendere la curva dei positivi, ben presto tutte le Regioni italiane diverranno zone rosse. Tutte le paure e i timori di una terza ondata Covid a Natale o all’inizio del 2021, inoltre, sono fondati. In quanto non è un caso che il Governo italiano abbia deciso, tra l’altro, di prorogare il blocco dei licenziamenti fino al prossimo 31 marzo.

Tutte le paure e i timori di una terza ondata Covid a Natale o all’inizio del 2021

In più, la promessa del Governo italiano di tornare a stringere i denti ora per trascorrere un Natale sereno, insieme ai propri familiari, rischia di essere disattesa.

Anche in questo caso, infatti, si vocifera che sarà possibile trascorrere il Natale solo con i parenti più stretti. E quindi lontani da nonni, zii, cugini e nipoti. E ciò proprio per scongiurare che a questa seconda ondata, attualmente in corso, non ne faccia seguito una terza, proprio in occasione delle festività natalizie, o dell’inizio del nuovo anno. Così come già temono e prevedono alcuni virologi.

I rischi di un nuovo lockdown

Ad oggi, non a caso, i rischi di un nuovo lockdown totale sono assai incombenti. Al riguardo saranno decisivi i prossimi giorni. Quelli che serviranno a capire se l’ultimo DPCM, unitamente alle ordinanze del Ministero della Salute, basteranno. Ovvero se saranno sufficienti a far prima appiattire e poi scendere la curva dei contagi da Covid-19.

Nel frattempo, il Governo Conte, oltre all’emergenza sanitaria, è chiamato pure a placare il malcontento. Questo malumore generale è conseguenza della chiusura delle attività commerciali non essenziali. Non a caso dopo il decreto Ristori ed il Ristori bis, c’è già in cantiere il varo di un ulteriore Decreto Ristori ter.

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